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Mattarella mette in campo Roberto Fico per ricucire il governo in pademia

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Mattarella mette in campo Roberto Fico per ricucire il governo in pademia
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Nonostante le distonie sempre più gravi, che sono andate in scena sulla ribalta politica italiana, il Quirinale non può fare un salto nel buio e il presidente Mattarella ha appena affidato a Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, un mandato esplorativo per ricucire il governo.

L'intesa Mattarella - Fico

"Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia - ha detto Fico al Quirinale all'uscita dal colloquio col Capo dello Stato - mi ha affidato un incarico esplorativo volto a verificare la prospettiva di una maggioranza parlamentare a partire dai gruppi che sostenevano il precedente governo". Mattarella era apparso sui teleschermi poco dopo le ore 19:00 per annunciare la sua imminente decisione sulla gestione della crisi di governo e tutti hanno saputo che la scelta di mandare in avanscoperta Fico era ormai presa. "Il presidente della Repubblica ha ricevuto questa sera al palazzo del Quirinale il presidente della Camera Roberto Fico e gli ha affidato il compito di verificare una maggioranza politica. Il presidente della Repubblica ha chiesto al presidente Fico di riferire entro la giornata di martedì": è stato il comunicato ufficiale del Colle.

Fico, il grande mediatore

Già nell'aprile del 2018 Roberto Fico aveva avuto questo mandato dal presidente. Il «mandato esplorativo» non è regolato da alcuna legge. È un incarico informale, anche se lo offre la più alta carica dello Stato, affidato ad una personalità (in prevalenza lo assume uno dei presidenti delle due Camere), affinché, attraverso un nuovo giro di consultazioni, si approfondisca la possibilità di sbrogliare la matassa delle distonie politiche prima che tutto torni nelle mani del presidente della Repubblica cui spetta la decisione finale.

Le prime reazioni

"La decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è una scelta saggia che Italia Viva onorerà lavorando sui contenuti: vaccini, scuola, lavoro e ovviamente Recovery Plan sono le priorità su cui il Paese si gioca il futuro. Diciamo no alla caccia al parlamentare, diciamo sì alle idee e ai contenuti. No al populismo, sì alla politica": ha scritto su Fb il leader di Italia viva Matteo Renzi che quindi attende uno scenario mutato dopo aver scatenato la crisi.

"Sosteniamo con fiducia e lealtà lo sforzo che il presidente della Repubblica sta compiendo e le iniziative assunte per risolvere questa crisi che si conferma, così come avevamo paventato, grave ed ingiustificata. Ribadiamo la nostra disponibilità a sostenere un governo guidato da Giuseppe Conte, con solida base politica e numerica, fondata sulla convergenza delle forze europeiste presenti in Parlamento, dando così vita ad una maggioranza più coesa e rafforzata". E' quanto si è letto in una nota del Pd.

"Lavoreremo al fianco del presidente Fico a cui è stato affidato un compito cruciale in questo frangente. Concentriamoci sui temi che ci accomunano e togliamo tutti i temi divisivi". Lo dichiara il M5S in un suo comunicato.

I populisti al Quirinale

Nella fase finale delle consultazioni la molto nutrita delegazione del centro destra, che si è presentata al Quirinale, ha visto in prima fila Giorgia Meloni che è entrata al grido di battaglia "Elezioni, elezioni". Un mantra che soprattutto la leader di Fratelli d'Italia non fa che ribadire: "si sciolgano le Camere e si torni al voto". A parlare all'uscita della consultazione il leghista Matteo Salvini ha ribadito l'unità della pattuglia di destra ma in filigrana si percepiscono i distinguo di Forza Italia e dei centristi: se non si potrà votare per via della pandemia, meglio un governo istituzionale. Com``' è noto il vecchio leader forzista Silvio Berlusconi ripete da tempo il desiderio di un "governo dei migliori" per affrontare una contingenza infelice.