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Uganda alla prova del voto fra timore di brogli e social silenziati

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Di Giulia Avataneo
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Uganda alla prova del voto fra timore di brogli e social silenziati
Diritti d'autore  Jerome Delay/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.

Fra social media silenziati e timori di brogli l’Uganda va alle urne in un’elezione che potrebbe cambiare la storia del Paese africano.

Il presidente Yoweri Museveni, che con il suo Movimento di Resistenza Nazionale è in sella dal colpo di Stato del 1985, ha uno sfidante che potrebbe dargli del filo da torcere. Fra i 10 candidati di opposizione c'è Bobi Wine, cantante molto conosciuto nel Paese, con la metà degli anni del 76enne Museveni.

Una svolta a portata di mano

La candidatura di Wine è arrivata a un costo alto: arrestato più volte, l'oppositore è stato destinatario di campagne denigratorie, che lo accusano di essere un burattino di governi stranieri. Blitz militari hanno preso di mira gli attivisti della sua campagna e perfino la sua abitazione.

Le compagnie del web hanno segnalato la disinformazione online e per tutta risposta il governo, martedì, ha deciso di chiudere social network app di messaggistica, con la motivazione ufficiale di garantire la sicurezza del voto.

Il silenzio dei media

Wine ha raccolto soprattutto le speranze dei giovani, in un Paese dove l'età media è inferiore ai 16 anni e molti non hanno conosciuto presidenti diversi da Museveni, al governo da 40 anni.

Le operazioni di voto sono iniziate stamattina in un clima di tensione; i risultati si avranno domenica. Le organizzazioni internazionali hanno espresso timori sulla trasparenza del processo elettorale, ma gli unici osservatori sono quelli inviati dall'Unione Africana.