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Unicredit: l'addio di Mustier per favorire la fusione con MPS? Tensioni in Borsa

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Di Diego Malcangi
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Banca Unicredit
Banca Unicredit   -   Diritti d'autore  Antonio Calanni/AP
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C'è molto nervosismo sul titolo Unicredit, dopo l'annuncio dell'addio a fine mandato di Jean Pierre Mustier, l'attuale amministratore delegato che si è detto non più in accordo con il CdA. Ad aprile non si ricandiderà, si cerca già un successore.

In Borsa il titolo ha ceduto oltre il 4% alla chiusura di lunedì ed era molto pesante anche alla riapertura del martedì. Non pesa tanto il cambio alla guida del gruppo bancario quanto il netto cambio di linea, che non riguarda solo la remunerazione degli azionisti, cosa alla quale puntava Mustier.

I timori sono legati soprattutto alla paventata fusione con Monte dei Paschi di Siena, la banca che nel 2017 fu il principale obiettivo del decreto salva-banche, quando al Ministero delle Finanze c'era quello stesso Pier Carlo Padoan che ora è presidente designato di Unicredit e alla guida del governo c'era Paolo Gentiloni, ora Commissario europeo all'Economia. MpS è controllata dallo Stato e, proprio perché lo vuole la Commissione europea, deve essere privatizzata entro la fine del 2021.

Il M5S però (anche se non si sa con quale compattezza) si oppone all'incorporazione di MpS in Unicredit, tanto che un deputato, Davide Zanichelli, ha presentato un emendamento per limitare l'uso delle Dta (Deferred Tax Assets, cioè la possibilità di iscrivere a bilancio come attività i crediti d'imposta relativi agli anticipi fiscali) a 500 milioni. È un emendamento alla bozza della Legge di Bilancio, nella parte relativa ai benefici fiscali alle banche: per MpS si tratterebbe di 3,7 miliardi. Quella limitazione a 500 milioni potrebbe rendere troppo onerosa l'acquisizione da Unicredit. È più o meno lo stesso meccanismo utilizzato per l'acquisizione delle banche venete (Veneto Banca e Popolare di Vicenza, acquisite alla cifra simbolica di 1 euro da Intesa SanPaolo), e la contrarietà del M5S è espressa anche da Alessio Villarosa, sottosegretario all'Economia, che ritiene che il governo debba chiedere a Bruxelles più tempo per organizzare l'eventuale uscita dello Stato da MpS.

Il Ministro, Roberto Gualtieri, però è del PD, come Padoan e come Gentiloni (che non ha alcun ruolo nella vicenda, ma che potrebbe guardare con benevolenza all'operazione). Come sul Mes, anche in questo caso potrebbero emergere divisioni tra gli alleati di governo, che non sono però finora emerse in sede parlamentare. Proprio all'inizio di novembre, il Copasir (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica) aveva pubblicato un rapporto che esprimeva forti timori sui progetti di Unicredit (troverete la parte più rilevate del testo in fondo all'articolo, il link rimanda alla versione integrale - pdf). Il presidente del Copasir è Raffaele Volpi, della Lega. Ma uno dei relatori del rapporto, votato all'unanimità, era Enrico Borghi, del PD.

Mustier aveva detto più volte di non essere interessato a un'acquisizione di MpS, alle condizioni attuali.

Ma le condizioni previste nella legge di Bilancio (se non passasse l'emendamento M5S) avrebbero pesanti oneri per lo Stato.

Sempre che non si prepari in realtà un'operazione mirata alla creazione di una grande banca di Stato, come ipotizza Milano Finanza e come d'altra parte accade già in altri Paesi, seppure in forma indiretta.

In ogni caso, a quanto si apprende, le diversità di vedute con il CdA riguardavano anche, e forse soprattutto, le strategie analizzate nel rapporto del Copasir.

Eccone parte del testo:

"Nonostante la rilevanza di UniCredit per il sistema economico e finanziario nazionale, l’istituto milanese ha assunto negli ultimi anni alcune iniziative apparentemente volte ad affrancare la banca dall’Italia. In tal senso potrebbero essere infatti inquadrate le operazioni di cessione da parte di UniCredit di alcuni « gioielli italiani », quali Fineco e Pioneer, ovvero la riduzione del portafoglio di BTP che, dal __2016 ad oggi, è diminuito di circa 11 miliardi di euro.

Il gruppo sembra inoltre avviato verso una progressiva contrazione della propria presenza sul territorio nazionale, come attestato dal piano industriale Team23 (per il periodo 2020-2023), presentato ai mercati il 3 dicembre 2019, nel quale è stato previsto un taglio di circa 8.000 dipendenti, principalmente in Italia (circa 6.000) dove il personale verrà ridotto del 21 per cento, e la chiusura di 500 filiali, __di cui 450 nel nostro Paese.

Risulta inoltre che UniCredit avrebbe in animo una profonda ristrutturazione, che prevede la costituzione di una subholding nella quale dovrebbero essere incluse tutte le attività estere della banca. Il timore è che tale iniziativa sia prodromica alla cessione delle attività estere di UniCredit, che perderebbe così la sua anima internazionale; altra ipotesi potrebbe essere un’operazione d’integrazione della banca con un altro istituto estero, che potrebbe sancire il definitivo __disimpegno della banca dall’Italia.

Al riguardo, negli ultimi mesi si sono susseguite preoccupanti notizie su possibili operazioni di fusione di UniCredit con altri players stranieri, tra cui l’istituto tedesco Commerzbank2__, ovvero le banche __francesi Crédit Agricole (CA) e Société Générale (SOCGEN).

A parere del Comitato, le iniziative da parte di attori esteri su entità strategiche per la sicurezza economica nazionale rappresentano un rischio di particolare rilevanza per il sistema bancario e del pubblico risparmio, atteso che, oltre a pregiudicarne l’indipendenza, potrebbero determinare una forte asimmetria tra l’area di raccolta delle risorse finanziarie3 (Italia) e quella di impiego delle stesse (estero). Infatti, pur continuando a provenire dalle famiglie e dalle imprese italiane, le risorse raccolte da UniCredit potrebbero essere impiegate per finanziare territori e sistemi produttivi esteri.

In aggiunta, una sostanziale contrazione delle attività bancarie svolte da UniCredit in Italia, ovvero una progressiva riduzione degli investimenti effettuati dal gruppo in titoli di Stato italiani, potrebbero __produrre un impatto negativo per il nostro Paese".