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Il grande radiotelescopio di Arecibo sarà smantellato

Di Paolo Alberto Valenti
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Il grande radiotelescopio di Arecibo sarà smantellato
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Sta per essere dismesso in buona percentuale, a Porto Rico, il radiotelescopio dell'Osservatorio di Arecibo, considerato uno dei più grandi al mondo. L'impianto è vittima di un progressivo degradamento strutturale con diversi cavi che cedono a fronte di una peso di 900 tonnellate sospese. Dopo il danno occorso in agosto il radiotelescopio ha subito un secondo danneggiamento a causa di un altro cavo che si è staccato aggravando la situazione. I costi delle riparazioni sono tropo complessi e costosi.

La successione degli incidenti

A differenza del cavo ausiliario che si è guastato il 10 agosto, il secondo cavo principale non è uscito dalla sua presa, ma si è rotto ed è caduto sulla parabola del riflettore sottostante, causando danni anche ad altri cavi vicini. Tutti questi problemi mettono a rischio anche la caduta sul piatto delle torri circostanti.

L'usura del tempo

La US National Science Foundation (NSF), l'ente che possiede la struttura storica ( che rappresenta un riferimento mondiale per l'astronomia) ha detto che la struttura è condannata. Il suo smantellamento non significa che l'Osservatorio sarà chiuso del tutto, rimarrà operativo con i suoi annessi. Si tenterà di ripristinare la struttura LIDAR, utilizzata per la ricerca geospaziale, rimarrà anche il centro visitatori, le aree educative e una struttura esterna sull'isola di Culebra.

57 anni di onorato servizio

Costruito 57 anni fa il radiotelescopio di Arecibo è stato per anni il più grande centro d'ascolto dei rumori dell'universo con la sua parabola da 305 metri di lunghezza che aveva affascinato milioni di studiosi appassionati e di telespettatori che hanno seguito le scoperte del centro studi. Il direttore della NSF Sethuraman Panchanathan ha spiegato che la priorità nel prendere la decisione è la sicurezza, che era comunque compromessa dallo stato della struttura.

Una ricca eredità

Questo centro scientifico vanta una tradizione di ricerca lunga quasi 60 anni che include il suo contributo alla scoperta di una rara pulsar - stella di neutroni - con caratteristiche che potrebbero aiutare a capire come l'universo si stia espandendo. È stato anche fondamentale nella ricerca di sistemi solari vicino alla Terra che potrebbero minacciarla e per la ricerca della vita su altri esopianeti.