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Un calciatore dal cuore d'oro. Rashford e il suo impegno contro la povertà

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Un calciatore dal cuore d'oro. Rashford e il suo impegno contro la povertà
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Nuova vittoria, non solo calcistica, per l'attaccante inglese Marcus Rashford: la sua campagna social contro la povertà minorile ha fatto centro. Anche sul governo britannico che, alla fine, ha promesso di stanziare 440 milioni di euro di aiuti per le famiglie inglesi in difficoltà.

L’iniziativa, che durerà tutto l'inverno e verrà gestito dalle singole autorità locali, garantirà pasti caldi, attività ricreative e sostegni finanziari. E a beneficiarne saranno 1,7 milioni di bambini. Oltre un milione di persone ha sottoscritto la petizione promossa dalla star del Manchester United e centravanti della nazionale inglese, che fin dall'inizio della pandemia si è impegnato in prima persona per cercare di dare un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà.

Questo programma di aiuti, annunciato dallo stesso Premier Boris Johnson a Rashford con una telefonata. Un tweet pieno di entusiasmo non da parte del 23enne, con i ringraziamenti ai fans e al Premier. Un goal per salvare tante vite.

La battaglia della star del calcio Marcus Rashford per aiutare i bambini

Rashford in Gran Bretagna è considerato un eroe per il suo impegno da quando è scoppiata l'emergenza Covid-19, specie per il suo sostegno e il supporto nei confronti dei bambini inglesi. "Nessun bimbo dovrebbe andare a letto affamato" ha dichiarato lo stesso calciatore dalle pagine social. Dunque d'ora in poi buoni pasto a tutti i piccoli durante il periodo natalizio e anche durante l’estate.

Il calciatore ha iniziato la sua sfida collaborando con un'associazione che si occupa di evitare gli sprechi alimentari e combattere la malnutrizione: "Dieci anni fa ero uno di questi bambini. Senza la gentilezza e la generosità della comunità che avevo attorno a me oggi non esisterebbe il Marcus Rashford che conoscete”, ha commentato. In pratica il pluripagato calciatore ha rivissuto i momenti di difficoltà di quando era piccolo e la sua famiglia aveva problemi economici proprio come moltissime famiglie ora.

Attraverso Twitter, Facebook, Instagram, l'attaccante ha creato una rete di contatti con persone, aziende e imprenditori, pronti a sostenere la sua battaglia. Una battaglia che ha vinto anche fuori dai campi di calcio.