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Varsavia, marea umana per il diritto all'aborto

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Varsavia, marea umana per il diritto all'aborto
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Nemmeno i divieti per la pandemia hanno fermato le donne polacche dal manifestare in difesa del diritto all'interruzione volontaria di gravidanza.

A Varsavia una folla enorme ha di fatto sfiduciato il governo, dopo che la Corte costituzionale ha vietato l'aborto anche in caso di gravi deformazioni al feto.

"Il tempo di lavorare a un compromesso è passato. Le donne si sono viste togliere i propri diritti e ora li rivolgliono indietro", dice un manifestante.

La mobilitazione, nonostante l'aperta sfida ai divieti posti dalle autorità che permettono assembramenti di massimo 6 persone, si è svolta sostanzialmente senza incidenti, con giovani famiglie e molti babini, e in un clima di festa.

Clima di festa messo in discussione qua e là da gruppi di estremisti di destra e di ultras del calcio, che hanno preso di mira i manifestanti tirandogli contro degli oggetti dalle vie laterali.

La polizia ha arrestato una decina di provocatori, mentre fa discutere in tutto il paese la proposta di un pubblico ministero, che ha promesso di presentare un esposto contro i promotori della manifestazione per aver "causato un rischio epidemiologico", un reato che in Polonia è punito con 8 anni di carcere.