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La Spagna non archivia i crimini del regime di Franco: legge in arrivo

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Di Euronews
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La Spagna non archivia i crimini del regime di Franco: legge in arrivo
Diritti d'autore  Jaime Velázquez

Rosa aveva solo 18 anni quando fu rapita dalla Brigada politico social, la polizia politica franchista.
È stata picchiata per giorni, i suoi carcerieri la minaccivano di violenza e le dicevano che sarebbe stata giustiziata. Le è stata negata l'acqua, il sonno o la possibilità di andare in bagno.

"Si sentivano in diritto di fare tutto quello che volevano - racconta Rosa a Euronews - mi minacciavano di tutto e in continuazione. Ti buttiamo giù dalle scale. E, francamente, ho detto loro: "Ok, buttatemi, così questa sofferenza finirà".

Da 18 anni Rosa lotta per portare i colpevoli davanti alla giustizia. Finora il suo caso è stato respinto dai tribunali spagnoli. La donna spera in un nuovo disegno di legge, che finalmente garantisca una vera indagine sui crimini del franchismo. Un modo per chiudere, dopo anni, quel capitolo buio

"Mi piacerebbe vederli davanti a un giudice. Voglio che si sappia che il lavoro di queste persone era torturare. Voglio che la loro famiglia sappia chi sono", dice ancora Rosa.

Le fosse comuni in Spagna

Da anni le associazioni dei parenti delle vittime del regime scavano per scoprire dove si trovano le persone portate via alle loro famiglie e scomparse definitivamente.

Si calcola che più di 100.000 persone possano essere sepolte in fosse comuni come questa. Ma finora sono stati recuperati solo 9.000 corpi circa. Il nuovo disegno di legge prevede un piano nazionale di esumazione e il ricorso al test del Dna per aiutare a identificare i resti di coloro che vengono ritrovati.

Marco Gonzales è il vice presidente dell'Associazione per il recupero della memoria storica. Ci dice: "Il primo atto di riparazione è la restituzione dei resti alle famiglie, affinché possano decidere dove seppellirli, invece del luogo scelto dai loro carnefici. Ma poi bisogna indagare sui responsabili".

La legge di amnistia

La legge di amnistia, approvata durante la transizione verso la democrazia, ha posto un freno a ulteriori indagini sui crimini commessi durante il regime di Franco.
Baltasar Garzón Real è un giurista spagnolo di fama internazionale. Era giudice titolare del Juzgado Central de Instrucción numero 5 sino all'interdizione dalla professione di magistrato, comminatagli nel febbraio 2012 per avere effettuato intercettazioni illegali. Garzón è stato uno dei pochi giudici ad avviare un procedimento contro il franchismo. Ma è stato sospeso dal suo incarico. Ritiene che la legge di amnistia non debba essere un ostacolo che neghi giustizia alle vittime.

"Deve essere una risposta - sostiene Garzón - non deve essere giustizia penale, che implica una pena detentiva. Potrebbe essere una giustizia finalizzata alla riparazione delle vittime, simbolica. Spero che la nuova legge sulla memoria democratica segua questi criteri. Se così sarà, troveremo il modo".

La legge sulla memoria

Il disegno di legge, approvato dal governo, renderà l’esumazione dalle fosse comuni una "responsabilità dello Stato". La norma dovrà adesso passare al vaglio del Parlamento. Potrebbe essere l'inizio di un cammino lungo per portare un po' di luce in un periodo ancora irrisolto della storia spagnola.