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Germania, 30 anni di riunificazione

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Germania, 30 anni di riunificazione
Diritti d'autore  Peter Dejong/AP1990
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Sono passati trent'anni dalla riunificazione delle "due Germanie", uno degli avvenimenti simbolo della fine del mondo bipolare deciso a Yalta. Oltre l'entusiasmo, alla nuova Germania non sono mancati i problemi, a cominciare dalle differenze economiche e sociali tra tedeschi dell'est e dell'ovest tutte da colmare e rapidamente.

Marco Wanderwitz, esponente cristiano-democratico del lander un tempo intestato a Karl Marx, racconta dell'emozione provata per la fine di un regime dittatoriale. "La riunificazione è stata un dono: il dono della fine della divisione del paese, l'avviarsi verso un paese comune e una comune democrazia"

Trent'anni dopo tuttavia il gap non si può dire colmato: negli ex lander dell'est salari e pensioni sono più bassi che all'ovest, e le dinamiche economiche complessive inducono a pensare che l'idea di una Germania omogenea a livello di performance economica non è realistica. Dunque, serve un approccio differenziato.

"Credo che in alcune aree, anche se ci sforzassimo, non saremmo in grado di raggiungere le medie dei lander occidentali nel medio termine. All'est non esistono regioni economiche dinamiche come all'ovest. Sono anche stati meno densamente popolati e registrano un basso sviluppo demografico, il che significa che le condizioni sono completamente diverse".

Nonostante questi dati, la riunificazione tedesca viene spesso presentata come un caso di successo, al punto da immaginare in un futuro non lontano la fine delle tutele speciali a vantaggio dell'est. Per Wanderwitz questo scenario è destinato ad avverarsi presto. "Quando celebreremo il quarantesimo anniversario della riunificazione, avremo passato piu tempo uniti che divisi. Allora non sarà più necessario avere rappresentanti speciali di questo o quello stato in particolare".