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Spagna, scienziati chiedono indagine esterna sulla gestione della pandemia: "Nessuno è innocente"

Un posto di blocco in uno dei quartieri di Madrid sottoposti al confinamento
Un posto di blocco in uno dei quartieri di Madrid sottoposti al confinamento   -   Diritti d'autore  Manu Fernandez/AP
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Più di 20 scienziati chiedono ancora una volta al governo spagnolo una valutazione esterna della gestione della pandemia. "Questo è un suggerimento del tutto normale. Deve essere indipendente dal governo e chi se occupa non può nemmeno averci lavorato", spiega Clara Menéndez, una delle 20 firmatarie di una lettera pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet, che chiede al governo spagnolo per la seconda volta di effettuare un'indagine per cercare di evidenziare e correggere gli errori commessi durante la pandemia.

Menéndez è la direttrice dell'Iniziativa per la salute materna, infantile e riproduttiva presso l'Istituto per la salute globale di Barcellona. "Abbiamo chiesto la valutazione perché siamo dove siamo, la Spagna ha la più alta incidenza di casi tra tutti i Paesi che hanno reso pubblici i loro dati", spiega Menéndez, che assicura che non si tratta di criminalizzare il governo centrale o le regioni autonome, ma piuttosto di cercare di migliorare cose che, fino ad ora, sono state fatte male.

Un problema di unità

La Spagna "è un paese assolutamente decentralizzato. Uno dei paesi più decentralizzati del mondo". Menéndez afferma di ritenere che l'assistenza sanitaria avrebbe dovuto avere un livello di coordinamento più elevato: "Possiamo dire, perché è chiaro, che la disgregazione e il decentramento dell'assistenza sanitaria in 17 componenti, e la mancanza di coordinamento non hanno aiutato".

La ricercatrice ritiene che aspetti come questo possano essere intesi come fallimenti nella gestione della pandemia: "A differenza della Germania, dove in alcuni casi ci sono reparti che possono coordinarsi, in Spagna questo non accade. Questo si può dire senza bisogno di una valutazione".

Un sistema sanitario pubblico deteriorato

"Ogni giorno è un'ulteriore prova che qualcosa non è stato fatto bene. C'è un problema cronico di progressivo deterioramento che può derivare dalla gestione degli ultimi 20 anni. Problemi di investimento nel personale sanitario e in stipendi dignitosi", dice Menéndez, che si rammarica che "questo mantra della 'migliore assistenza sanitaria del mondo' è ben lungi dall'essere vero".

Per la scienziata è un mantra usato come pretesto dai politici per ridurre l'assistenza sanitaria in situazioni di crisi come quella del 2008 senza sollevare critiche. "Il problema è che durante questa crisi si sono viste le debolezze e le crepe della sanità pubblica", sottolinea Menéndez.

La seconda richiesta

La richiesta di un'indagine era già stata fatta al governo spagnolo: "L'avemo chiesta all'inizio di agosto, e da allora non è successo nulla", sottolinea Menéndez, secondo cui l'indagine dovrebbe includere anche le Comunità autonome.

"Non c'è nessuno che sia innocente e dobbiamo chiedere un po' di maturità - conclude la ricercatrice - questa valutazione deve essere fatta con urgenza, non può essere fatta quando si adatta meglio alla persona che viene valutata. Quando si è controllati non si sceglie il momento".