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Spagna, ipovedenti "esposti al Covid-19": non possono usare l'app di tracciamento contatti

Un non vedente con il suo cane guida a Pamplona, nel nord della Spagna
Un non vedente con il suo cane guida a Pamplona, nel nord della Spagna   -   Diritti d'autore  Alvaro Barrientos/AP
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L'app di tracciamento contatti spagnola è inaccessibile per migliaia di ipovedenti, esposti ai rischi del Covid-19 a causa di una progettazione che non ha tenuto in conto le esigenze delle persone con disabilità.

Chi ha problemi di vista non può infatti utilizzare RadarCOVID su iPhone. L'app è stata lanciata alla fine di giugno, ma evidentemente non è stata pensata per gli oltre 72mila ipovedenti spagnoli.

Un errore che, sostengono i critici, mette tutta la comunità più a rischio. "Non si tratta solo di impedire che i non vedenti siano contagiati, ma anche di prevenire il contagio per il resto della popolazione", ha detto a Euronews Ramon Corominas, specialista in accessibilità per ipovedenti.

"Chi ha l'applicazione e non può usarla, potrebbe essere entrato in contatto con casi positivi senza aver mai la possibilità di saperlo - e quindi di mettersi in quarantena".

Non solo. "Se un ipovedente risultasse positivo, non potrebbe comunicarlo ad altre persone: tutti condurrebbero una vita normale, rischiando di infettare gli altri inavvertitamente".

"Barriera insormontabile"

Come nel caso dell'app Immuni, anche quella spagnola utilizza la tecnologia bluetooth per rintracciare i contatti.

Chi è stato infettato dal nuovo coronavirus riceve un codice da inserire nell'app, il quale innesca la comunicazione verso tutte quelle persone entrate potenzialmente in contatto con il soggetto.

Ma RadarCOVID non è completamente accessibile alle tecnologie di lettura dello schermo che usano i non vedenti o ipovedenti.

"L'applicazione ha quattro grandi problemi", indica Juanjo Montiel, responsabile accessibilità per l'azienda tecnologica Pasiona.

"Non si può accettare la politica sulla privacy perché non c'è modo di mettere a fuoco la casella con gli strumenti di lettura dello schermo. Una barriera praticamente insormontabile senza l'aiuto di qualcuno che ci veda".

"Una volta raggiunto questo obiettivo, l'applicazione rimane comunque ancora piuttosto inaccessibile. Ha tre schede che rimangono inaccessibili per il lettore; inoltre, per chi non vede è tecnicamente difficile usare i pulsanti per l'inserimento del codice che fa scattare l'allarme agli altri contatti".

In questo momento in Spagna, - uno dei paesi più colpiti in Europa - sta assistendo ad un nuovo picco di casi di Covid-19, una vera e propria seconda ondata, come la chiamano i ricercatori.

Angel López Hernanz, medico di famiglia spagnolo, sottolinea che, come tutte le applicazioni di tracciamento, RadarCOVID è tanto più utile quanto è maggiore il numero di persone che la utilizzano.

Essersi dimenticati di migliaia di potenziali utenti, aggiunge, è un errore intollerabile.

"Se un'applicazione, peraltro ufficiale, non soddisfa gli standard di accessibilità, credo che dovrebbe essere rimossa; o quantomeno i suoi livelli di accessibilità dovrebbero essere implementati il prima possibile".

"Il governo ha dimenticato i disabili"

José Manuel Delicado, ingegnere del software e consulente in tema di accessibilità, pensa che questa "dimenticanza" ben esemplifica la difficoltà dell'essere disabile in Spagna, oggi.

"Si tratta di un atto di discriminazione da parte del governo: si è dimenticato che esistono persone con disabilità", le parole di Delicado a Euronews. "È un fallimento generale della società che ci lascia vulnerabili".

Il governo ha assunto una società, Indra, per occuparsi dello sviluppo dell'applicazione, ma non è chiaro se l'accessibilità sia mai stata davvero una priorità.

"Le amministrazioni non sono obbligate a rendere accessibili le loro applicazioni fino al prossimo anno. Le aziende private, ad eccezione di quelle che soddisfano i requisiti della LSSICE, fanno quello che vogliono. Il regolamento tecnico è in attesa [di essere aggiornato] dal 2013, nonostante la stessa legge sulla disabilità abbia stabilito un termine di due anni per la sua promulgazione", afferma Iván Novegil, studente di giornalismo ipovedente dell'Università di Santiago.

Il governo spera che l'app diventi accessibile per tutti gli spagnoli entro metà settembre.

"L'accessibilità non è solo un compito in sospeso, ma un impegno necessario. Nonostante la versione pilota dell'app, realizzata a La Gomera, non sia al momento conforme agli standard di accessibilità per le persone con disabilità, la Segreteria di Stato si è impegnata a rendere l'applicazione totalmente accessibile non appena il processo di implementazione sarà completato", ha detto a Euronews Borja Ventura, responsabile della comunicazione del Segretario di Stato per la Digitalizzazione e l'IA.