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Riallocati in 7000 nel nuovo campo di Kara Tepe, sull'isola di Lesbo

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Riallocati in 7000 nel nuovo campo di Kara Tepe, sull'isola di Lesbo
Diritti d'autore  Panagiotis Balaskas/Associated Press
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Altre 2.000 persone sono state trasferite nella nuova struttura di accoglienza temporanea a Kara Tepe, sull'isola di Lesbo. Sale così a 7000 il numero dei rifugiati ricollocati dopo l'incendio al campo di Moria. Una delegazione di europarlamentari è arrivata in Grecia per valutare la situazione.

"Questo campo è grande sette volte Moria ed è emblematico della politica del commissario Schinas e della presidente Von der Leyen; è la promozione del cosidetto stile di vita europeo, ed è inaccettabile. La politica europea colpisce i rifugiati e colpisce brutalmente anche la popolazione locale", dice Konstaninos Arvanitis.

Concetti ribaditi anche dalla portoghese Marisa Matias: "L'Unione europea smentisce i suoi valori se le persone che arrivano in Europa chiedendo aiuto ricevono questo trattamento. Faremo ogni sforzo per avere una risposta di solidarietà collettiva e un programma di ricollocamento, per evitare che questo diventi Moria 2".

Sull'emergenza creatasi a Lesbo il primo ministro greco Mistotakis ha discusso in videoconferenza con la presidente europea Von der Leyen e con la cancelliera tedesca Merkel della creazione di una nuova struttura di accoglienza permanente per migranti e rifugiati sull'isola di Lesbo. Il capo del governo di Atene ha anche illustrato il campo di Kara Tepe, allestito in via d'urgenza dopo la distruzione di quello di Moria che ospitava 13000 persone. Nonostante nasca come sito provvisorio il campo di Kara Tepe solleva le proteste degli abitanti dell'isola, che ne chiedono la chiusura.

I lavori per la nuova struttura continuano, mentre rifugiati e migranti continuano ad arrivare al punto di registrazione. Le autorità sperano che presto nessuno resterà più per strada.