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Moria, UNHCR: "I Paesi europei debbono aiutare di più"

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Poco più di 1.000 rifugiati e richiedenti asilo sono stati trasferiti nel nuovo campo di Lesbo, ancora in costruzione, ma molte tende hanno già al loro interno elettricità ed acqua.

Migliaia di altre persone preferiscono privarsi di queste "comodità", credendo così di avere maggiori possibilità di lasciare l'isola.

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati invita comunque i Paesi europei a fornire maggiori aiuti.

"I 1500 che la Germania ha deciso di ospitare rappresentano un numero molto buono - dice Philippe Leclerc, rappresentante dell'Agenzia - lo accogliamo molto favorevolmente, ma ci sono più di 28.000 richiedenti asilo e rifugiati sulle isole mentre parliamo, inclusi quelli molto vulnerabili.

Ce ne sono anche altri sulla terraferma, quello che noi chiediamo agli Stati europei è di affrontare la questione come ha fatto la Germania: aiutare richiedenti asilo e rifugiati vulnerabili che lo Stato ellenico non può sostenere adeguatamente in questi giorni, sarebbe un'ottima solidarietà".

Quattro dei sei giovani migranti afgani fermati sono accusati di incendio doloso per il loro presunto coinvolgimento negli incendi che hanno devastato il campo di Moria, gli altri due - pure arrestati - seguiranno una procedura differente, in quanto minorenni.

Intanto, il Ministro ellenico della Protezione civile, Michalis Chrysochoidis, a un giornale britannico ha definito Moria un "motivo di imbarazzo", promettendo che l'isola di Lesbo sarà svuotata dai profughi entro il prossimo maggio.

Arresti per gli incendi

Le autorità elleniche avevano annunciato l'arresto dei sei sospettati per il loro coinvolgimento negli incendi che hanno devastato il campo profughi di Moria, sull'isola di Lesbo.

L’accusa è quella di aver appiccato deliberatamente una serie di focolai la scorsa settimana: i sei sono tutti cittadini afghanied includono due minori non accompagnati, trasferiti nei campi sulla terraferma subito dopo gli eventi e già interrogati dalla Polizia.

"Assicuro che, alla fine, prevarrà la rettitudine, la sicurezza, la salute pubblica e la normalità", dice Michalis Chrysochoidis, Ministro per la Protezione civile.

Intanto, il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, è giunto sull'isola, dopo i colloqui con il Primo Ministro Mitsotakis ad Atene.

Per lui, l'Unione europea è determinata a mostrare maggiore solidarietà nei confronti della Grecia.

"Questa è una situazione difficile, molto complessa, a nome dell'Unione, vorrei dire che mi rifiuto di appianare divergenze per questa situazione migratoria, che resta una sfida europea comune".

A Lesbo, si è tenuta una manifestazione di sostegno in favore dei rifugiati: "Condivido la giusta richiesta dei rifugiati di voler andare nei Paesi di destinazione, per poter ricostruire le loro vite - dice una residente - abbiamo una richiesta comune, quella di voler uscire di questa situazione, che è molto brutta, stressante e ha rovinato l'economia".

In una manifestazione parallela, invece, un altro gruppo di circa 200 manifestanti ha chiesto al Governo ellenico di procedere all'immediato trasferimento di tutti i migranti sulla terraferma, invogliando anche gli Stati membri dell'Unione a farsene carico.

La marcia delle donne

In precedenza, avevano marciato per le strade di Lesbo, chiedendo maggiore protezione e il sostegno dell’Unione europea.

Erano in centinaia, donne insieme ai loro bambini, tutte migranti che fino a poco tempo fa vivevano nel campo profughi di Moria.

Molte accusano la Polizia di usare violenza, altre denunciano una situazione diventata ormai insostenibile anche a causa dell’emergenza Covid-19.

Dopo l’incendio che ha raso al suolo il campo, c’è chi si rifiuta di trasferirsi nel nuovo centro di accoglienza in costruzione.

Secondo le autorità, molti di questi migranti sarebbero ricattati e terrorizzati da un gruppo di afghani: c’è chi sostiene che l'obiettivo di questi rifugiati è lasciare l'isola.

Tuttavia, il Governo greco ha escluso ogni possibilità.

Più aiuti dall'Unione europea per i rifugiati di Moria

L'Europa ha promesso di dare maggiore assistenza alla Grecia dopo che il campo di Moria è stato raso al suolo.

La Commissione europea ha fatto sapere che il nuovo Patto europeo sulla migrazione sarà presentato il 23 settembre, una settimana prima del previsto.

Secondo quanto dichiarato da Ursula Von Der Leyen, si è discusso di un nuovo centro guidato dalle istituzioni europee e dalle autorità elleniche.