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Migranti: la rabbia degli abitanti di Moria

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Migranti: la rabbia degli abitanti di Moria
Diritti d'autore  Petros Giannakouris/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Mille migranti del centro di Moria dormiranno nelle tende stanotte, 10mila ancora per strada. Il governo greco sta cercando una soluzione dopo che il campo profughi più grande d'Europa è andato in fiamme. Forse sono stati gli stessi migranti ad appiccare il fuoco per protestare contro il lockdown, dopo che decine di loro erano risultati positivi al Covid. Di alcuni, ora, si sono perse le tracce.

Gli abitanti di Moria sono esasperati.

Andiamo verso il disastro. Non c'è crescita, non si vede un turista da 5 anni. Viviamo nella paura. I migranti da poche centinaia sono diventati migliaia e non si vedono cambiamenti. Le istituzioni ci hanno preso in giro.
Aglaia Panagopoulou
abitante di Moria

"Se ne devono andare. All'inizio li abbiamo trattati bene, ma hanno distrutto la nostra isola. Anche il governo non si è comportato bene" dice Theodoros Kaskampas, un vecchio abitante di Moria.

"Sono degli esseri umani, ci siamo presi cura di loro, gli abbiamo dato quello che potevamo. Anche ora se necessario li aiuteremo ma purtroppo loro non ci rispettano. Pensavano di avere solo diritti e nessun dovere. E il governo ha chiesto a noi solo doveri e nessun diritto" dice Ioannis Mastrogiannis, presidente del Consiglio comunale di Moria.

"Se non vivi qui, è facile dire che siamo razzisti" dicono gli abitanti di Moria, che non vogliono più sentire altre promesse. Vogliono la chiusura del campo profughi.