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Suicidio assistito, ecco l'iter per la richiesta in Italia (anche se non basta)

strumenti per i l suicidio assistito in clinica vicino a Basilea
strumenti per i l suicidio assistito in clinica vicino a Basilea   -   Diritti d'autore  Philipp Jenne/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
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In Italia si torna a parlare di suicidio assistito. Che è ormai un diritto anche nel bel Paese anche se se il diavolo si nasconde nei dettagli.

Esattamente sette anni fa l’associazione 'Luca Coscioni' depositava la proposta di legge di iniziativa popolare Eutanasia legale, che però non è mai stata discussa dal Parlamento, nonostante due richiami della Corte costituzionale.

Il suicidio medicalmente assistito è effettivamente un diritto riconosciuto in Italia ma mancano in pratica una legge che stabilisca come procedere.

Così questo 14 settembre, a Roma, in Piazza Montecitorio si è dato il via a un presidio non violento quotidiano per richiamare i parlamentari alle proprie responsabilità.

Come dicevamo, oggi un iter esiste e prevede che:

  • la persona malata possa rivolgersi alla Asl, direttamente o tramite il medico curante - per la verifica della presenza dei quattro requisiti indispensabili, previsti dalla sentenza Costituzionale 242/19
  • Occorrerà dunque accertare, da un punto di vista medico, la presenza di: patologia irreversibile, grave sofferenza fisica o psicologica, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e capacità di prendere decisioni libere e consapevoli. Oltre appurare che la volontà dell’interessato sia stata manifestata in modo chiaro e univoco, compatibilmente con quanto consentito dalle sue condizioni e che il paziente sia stato adeguatamente informato sia sulle sue condizioni, sia sulle possibili soluzioni alternative, come l’accesso alle cure palliative ed, eventualmente, alla sedazione profonda continua (L.219/17).

  • Al completamento di questa procedura, il fascicolo sarà inviato al comitato etico, soggetto terzo, che ha il compito di verificare la conformità del caso con la procedura prevista dalla sentenza della Corte.

Paradossalmente, come fa notare l'associazione Coscioni, "il suicidio medicalmente assistito è un diritto già riconosciuto in Italia ma, in assenza di una legge che stabilisca in modo preciso il dovere dello Stato a rispettare e aiutare l'esercizio della libertà di scelta da parte dei malati, non c'è certezza sui tempi ed è forte il rischio" che si vada in tribunale.

Per rilanciare la necessità del dibattito parlamentare, la Luca Coscioni ha riavviato inoltre la raccolta firme, partendo da alcune piazze italiane, come Milano, Vicenza, Verona, Bari e Pomezia, Bolzano e Parma.

Il segretario nazionale, Filomena Gallo, bacchetta i parlamentari italiani "in sette anni non hanno trovato sette minuti per discutere la nostra proposta firmata da oltre 136 mila italiani".

Il rischio per gli attivisti è che la fine della legislatura possa affossare gli sforzi finora fatti. La campagna per la legalizzazione dell'eutanasia entra in una nuova fase per Marco Cappato, attivista storico per le libertà civili nonché tesoriere oggi della 'Luca Coscioni".

" Ora dunque abbiamo due campagne in corso: una per far rispettare i diritti conquistati, l'altra per affermarne di nuovi, eliminando la discriminatoria esclusione di alcune tipologie di malati dalla possibilità di essere aiutati a morire".