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Mediterraneo orientale: la guerra del gas

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Mediterraneo orientale: la guerra del gas
Diritti d'autore  Defensa Nacional Griega vía AP
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Dopo la Russia, gli USA: tutti vogliono giocare i mediatori

Mike Pompeo in missione a Cipro per provare a frenare l'escalation di tensioni, innescata dalla caccia turca a gas e idrocarburi, in acque rivendicate da Atene che Nicosia. Il Segretario di Stato americano ha invitato Ankara a smettere con le provocazioni e assicurato un'imminente mediazione dello stesso Trump. "Siamo molto preoccupati - ha detto il Segretario di stato americano, incontrando il presidente cipriota Anastasiades - dalle operazioni turche per la ricerca di risorse naturali in zone del Mediterraneo orientale, rivendicate da Grecia e Cipro". Come gli Stati Uniti, anche la Russia aveva negli scorsi giorni offerto la sua mediazione, per mezzo del Ministro degli esteri russo Sergei Lavrov.

Petros Karadjias/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, a Cipro con il presidente Nicos AnastasiadesPetros Karadjias/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

Atene alle grandi manovre: un programma militare senza precedenti da 20 anni

Innescate da una missione navale esplorativa, inviata da Ankara con la scorta di due fregate militari, le tensioni coincidono con l'annuncio, da parte greca, del più imponente acquisto di mezzi e forniture militari da quasi vent'anni a questa parte: caccia francesi Rafale, fregate multifunzione, ma anche elicotteri e reclutamento di 15.000 uomini. "E' arrivato il momento di ricompattare le forze armate, in quanto pilastro della sicurezza del paese - ha detto il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis - . E' un dovere nei confronti dei cittadini greci, che dovranno sopportarne i costi".

Giannis Moisiadis/AP
Dal primo ministro greco Mitsotakis, l'annuncio di un programma di acquisti militari senza precedenti da quasi 20 anniGiannis Moisiadis/AP

Altolà di Erdogan alla Francia: "Signor Macron, lei rischia grossi problemi!".

Determinante, un accordo con Emmanuel Macron, maturato in seguito a un incontro degli scorsi giorni in Corsica. Una scelta di campo in favore di Grecia e Cipro, quella del presidente francese, che non va giù al suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan. "Vorrei non fare nomi - ha tuonato Erdogan -, ma vi sono costretto perché è una questione che ci tocca da vicino. Il presidente Macron continua a dire di avere un problema con Erdogan. Ma io gli rispondo: Signor Macron, è lei che rischia di avere grossi problemi con me". Inarrestabile sembra intanto il botta e risposta di esercitazioni militari incrociate: prima da parte turca, nelle acque a nord di Cipro, poi di Atene e Nicosia, con l'appoggio rispettivamente di Emirati Arabi e Stati Uniti.

AP/Turkish Presidency
Il presidente turco Erdogan, infastidito dall'appoggio francese a Cipro e GreciaAP/Turkish Presidency