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Il prezzo dell'appoggio russo a Lukashenko. Incontro con Putin il 14 settembre

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Il prezzo dell'appoggio russo a Lukashenko. Incontro con Putin il 14 settembre
Diritti d'autore  Mikhail Klimentyev/Sputnik
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La data probabile, anche se manca ancora l'ufficialità, è quella di lunedì 14 settembre. Alexander Lukashenko per la sua prima missione all'estero dopo la contestata rielezione in Bielorussia sarà in visita al Cremlino dal suo fratello maggiore - come lo definisce - Vladimir Putin.

Il presidente russo è stato il primo a congratularsi con Lukashenko dopo che ha dichiarato la vittoria, mentre ha negato ogni confronto con l'opposizione. Ma il colloquio potrebbe non essere una passeggiata per il leader bielorusso, che ha usato il pugno duro contro le manifestazioni di piazza, l'opposizione e rischia anche le sanzioni europee. L'appoggio russo potrebbe arrivare a un prezzo molto alto.

Cosa può chiedere Putin a Lukashenko

"La Russia si aspetta un gesto di apertura, che sia più compiacente in modo da scrivere insieme un percorso fino al totale assorbimento della Bielorussia nel Paese - è l'ipotesi di Andrei Kolesnikov, del Carnegie Moscow Center - Non so se questo sia chiaro a Lukashenko: Mosca vorrebbe qualcuno come lui ma più moderno e malleabile. Anche se ha le spalle al muro il presidente bielorusso non è il burattino che il Cremlino vorrebbe. È troppo imprevedibile".

Putin ha messo a disposizione anche le forze armate russe, ma l'intervento militare rimane l'ultima opzione sul tavolo, una soluzione estrema che non conviene a nessuno. I piani del Cremlino secondo gli osservatori sono ben diversi.

"Finora Lukashenko è stato bravo a reggere il timone nei rapporti con la Russia, ma il Cremlino pensa che sia all'angolo - dice l'analista politico Valery Solovei - Putin vuole recuperare il controllo della Bielorussia, non è interessato di per sé al destino di Lukashenko. Sembra che ci sarà un annuncio di integrazione economica e legislativa. Il Cremlino vorrebbe assorbire del tutto il Paese".

Politicamente la Russia rimarrà uno Stato autonomo, ma potrebbe perdere la sovranità sulla sua economia.
Valery Solovei
analista politico

Così l'idea russa - secondo gli analisti, è quella di mantenere Lukashenko in sella, delegando man mano i poteri dello Stato al Cremlino. Si preannuncia una conversazione accesa - anche per due leader che si dichiarano fratelli.