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Decine di migliaia in piazza a Minsk contro Lukashenko e la repressione. 125 gli arresti

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Una donna si inginocchia davanti agli agenti della polizia antisommossa, che blocca la manifestazione dei sostenitori dell'opposizione bielorussa, Minsk
Una donna si inginocchia davanti agli agenti della polizia antisommossa, che blocca la manifestazione dei sostenitori dell'opposizione bielorussa, Minsk   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Decine di migliaia di persone hanno invaso le strade di Minsk, in Bielorussia, per la cosiddetta "Marcia per la pace e l'indipendenza", la grande manifestazione indetta per la terza domenica consecutiva dall'opposizione.

Una marea umana ha riempito la capitale, dove erano pochi i giornalisti ancora autorizzati a coprire l'evento, dopo le detenzioni e la revoca degli accrediti stampa dei giorni scorsi nei confronti di cronisti di media stranieri. Berlino ha fatto sapere che convocherà l'ambasciatore bielorusso per avere spiegazioni in merito, mentre il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha dichiarato che "le misure arbitrarie adottate dalle autorità bielorusse nei confronti di giornalisti sono contrarie alla libertà di stampa". Almeno 125 i dimostranti arrestati questa domenica.

L'ingente dispiegamento di forze dell'ordine e la dura repressione delle precedenti manifestazioni non hanno di certo fermato i manifestanti, che chiedono a gran voce le dimissioni del presidente Alexander Lukashenko, rieletto per un sesto mandato il 9 agosto scorso.

Il 66enne - spesso definito come "l'ultimo dittatore d'Europa" - ha fatto sapere di aver raggiunto un accordo con l'omologo russo, Vladimir Putin, perché Mosca invii in Bielorussia un'unità di riserva delle forze di sicurezza, per fornire assistenza in caso di necenssità. Putin, dal canto suo, aveva detto sabato di riconoscere la legittimità delle elezioni presidenziali del 9 agosto. I due Capi di Stato dovrebbero incontrarsi la prossima settimana nella capitale russa.