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Grecia, la protesta della gente della notte

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Grecia, la protesta della gente della notte
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Non possiamo ballare nei locali? E allora balliamo in strada.

E' questa la protesta dei lavoratori dei locali edelle discoteche in Grecia. Per via dell'impennata dei casi di contagio, in oltre 20 prefetture il governo di Atene ha deciso che la vita notturna deve terminare a mezzanotte. Chi lavora in questo settore è economicamente rovinato.

“Sono qui per protestrare perchè così non possiamo vivere. Non abbiamo più soldi. Il governo deve riconsiderare le proprie decisioni e aprire inightclub. Non capisco come il virus possa essere trasmesso solo dopo la mezzanotte. E' totalmente assurdo. Non so davvero come pagare i conti", spiega Anastasia, ballerina e cantante.

Gli scienziati che collaborano col governo capiscono il costo economico di queste misure ma sostengono che sono assolutamente necessarie e temporanee.

Il dottor Gkikas Magiorkinis, assistente al Dipartimento di Igiene, Epidemiologia e Statistica Medica dell'Università di Atene, è conscio che le misure restrittive siano dannose per l'economia ma sa che non se ne piuò fare a meno: “Sappiamo che chiudere i locali a mezzanotte ha un forte impatto economico e sociale. Ma i giovani prendono e trasmettono il virus. Quindi abbiamo dovuto introdurre misure per limitare gli assembramenti di giovani. Non avevamo altra scelta. Speriamo di poter tornare a condizioni normali molto presto".

Il nostro corrispondente ad Atene, Apostolos Staikos, riassume: “Il governo comprende le preoccupazioni del settore turistico e della ristorazione ma sottolinea che la salute pubblica è la priorità numero uno. il ministro delle Finanze fa notare che negli ultimi sei mesi sono stai presi diversi provvedimenti per supportare economia e lavoratori".