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Lione: guerra al deposito di Amazon

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Lione: guerra al deposito di Amazon
Diritti d'autore  Paul Sancya/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Un cantiere, una battaglia legale, commerciale e politica. Al centro del contendere capannoni industriali per 160mila metri quadrati in costruzione in Francia vicino all'aeroporto di Lione destinati a diventare uno dei più grandi centri logistici di Amazon. Gli ecologisti e certi eletti locali hanno lanciato battaglia contestando che Amazon brucia ossigeno e posti di lavoro. E' stato anche presentato un ricorso, respinto dal tribunale che non ha rilevato anomalie nel permesso di costruire conferito all'immobiliare Goodman France, tradizionalmente partner di Amazon per la logistica.

Adrien Montagut, attivista di Alternatiba, denuncia che "con un magazzino di queste dimensioni, Amazon sarebbe in grado di consegnare più di 240 milioni di nuovi beni ogni anno. Ciò va contro la volontà di ridurre le emissioni di carbonio. Inoltre le stime mostrano che per un posto di lavoro creato da Amazon, 2.2 vengono distrutti nell'economia locale. Inoltre, questi lavori sono lavori precari e non sostenibili perché Amazon robotizza molto i suoi magazzini."

Il volume delle merci trasportate per via aerea da Amazon viene tacciato di essere troppo inquinante, la società ha risposto a Euronews che le sue ultime installazioni "incorporano gli ultimi progressi in termini di efficienza energetica" e ricorda che un fondo da 2 miliardi di dollari è stato lanciato a giugno per "sostenere lo sviluppo di tecnologie e servizi carbon free ".

In Francia, secondo le associazioni, sarebbe in corso la creazione di nuovi centri logistici oltre a quello lionese ma questo non è stato confermato da Amazon.

Il centro logistico a ridosso della capitale dei galli sarebbe uno dei più grandi dell'esagono, soprattutto, sottolineano i sostenitori, impiegherebbe oltre 1000 persone, un numero che potrebbe anche crescere proprio come avviene in Germania, Regno Unito, Polonia. Ma, sostengono i detrattori, l'espansione del rivenditore online distruggerebbe, anche indirettamente, più posti di lavoro di quanti ne creerebbe. Inoltre ingolferebbe ulteriormente il quadrante est, già soffocato dal traffico. Secondo l'ex ministro dell'economia digitale, in Francia sono stati persi circa 8.000 posti di lavoro a causa di Amazon, solo nel 2018.

Per Lola Lebreton, co-direttrice di una libreria fondata a Lione da oltre un secolo, l'impatto del dominio commerciale di Amazon è stato pesante negli ultimi dieci anni circa, con prezzi in calo e conseguenze dolorose per il commercio su Internet. Le vendite online sono passate dal 30-25% di 10 anni fa al "5% / 10%" di oggi", dice Lebreton.

Chissà se un aiuto ai piccoli commercianti non verrà dal governo. La ministra dell'ambiente francese Barbara Pompili, infatti, si è detta favorevole a una moratoria di sei mesi sulla costruzione di nuovi depositi dei giganti dell'e-commerce. Inoltre Amazon è sotto indagine per diversi motivi: in Germania, le autorità di regolamentazione stanno indagando su eventuali revisioni al ribasso dei prezzi per i rivenditori che utilizzano il suo sito e l'Unione Europea sospetta anche che Amazon violi le regole di concorrenza sfruttando i dati di venditori indipendenti.