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Covid, anche la Spagna lancia la sua app di tracciamento, ma è di nuovo polemica sulla privacy

Giovani a passeggio nei dintorni di Málaga
Giovani a passeggio nei dintorni di Málaga   -   Diritti d'autore  Jesus Merida/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Se in Italia, quanto a diffusione e utilizzo, la app Immuni è ormai ritenuta da molti un buco nell'acqua, tra i nostri vicini di casa le cose potrebbero andare diversamente.

Accade ad esempio che in Spagna - uno dei paesi europei ad aver ufficializzato una seconda ondata di contagi - a pochi giorni dal lancio l'applicazione per il monitoraggio delle infezioni sia già la più scaricata tra i servizi per Apple e Android.

Si chiama Radar COVID, e al pari di Immuni è un sistema di localizzazione e tracciatura, al quale il governo spagnolo ha lavorato per mesi e che ha appena visto la luce. Ma al di là del numero di download, resta comunque da vedere come e quanto la app sarà utilizzata: il sistema infatti non diverrà operativo fino a quando il sistema sanitario di ogni comunità autonoma non si sarà registrato. La scadenza per farlo è fissata al 15 settembre.

Come funziona la app

Proprio come nel caso di Immuni, l'applicazione consente di sapere se un utente è stato vicino a una persona infetta per più di 15 minuti. Per ora, la principale preoccupazione del Segretario di Stato per la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale riguarda la privacy e l'anonimato degli utenti.

La tecnologia per il tracciamento dei contatti è stata sviluppata da Apple e Google qualche mese fa, ed è la stessa usata dagli sviluppatori della app italiana. "Un nuovo elemento di tracciamento dei contatti è l'Exposure Notification: l'uso della tecnologia di conservazione della privacy digitale per dire a qualcuno che potrebbe essere stato esposto al virus", si legge sul blog di Google.

L'implementazione di questa funzione sui dispositivi ha sollevato la consueta ondata di sospetti tra utenti e cittadini, che anche in Spagna hanno rilanciato una serie di catene di San'Antonio su Whatsapp, sollevando dubbi circa l'effettivo rispetto della privacy.

Entrambe le società sostengono, tuttavia, che si tratta semplicemente di funzioni progettate in modo che le amministrazioni di ogni paese non debbano creare sistemi da zero.

"Privacy garantita"

"Mettetevi in condizione di sapere in ogni momento se siete esposti al coronavirus, aiutandovi a proteggere voi stessi e gli altri", recita la presentazione dell'app sulla sua home page. Radar Covid tiene traccia delle persone con cui si è entrati in contatto negli ultimi 14 giorni attraverso dispositivi mobili. In questo modo, assicurano gli sviluppatori, è possibile determinare se l'utente è stato esposto nel pieno anonimato.

Si tratta di un sistema che raddoppierebbe il tracciamento che viene effettuato per telefono dai cosiddetti tracker, come dimostrano i dati del test pilota dell'applicazione sull'isola di La Gomera, alle Canarie. In questo test il rapporto è risultato di 6,4 positivi individuati contro i 3,2 localizzati da tracciatori manuali.

L'applicazione è inoltre simile a quella promossa dal governo francese, anch'essa basata sulla tecnologia dei due giganti tecnologici americani: e anche qui, le controversie non sono mancate. In Francia, l'applicazione è disponibile dal 2 giugno e la sua interfaccia è molto simile alla versione spagnola.

Diversi vip hanno promosso l'uso dell'applicazione in Spagna, come l'attrice Leticia Dolera o il candidato Goya per il miglior attore esordiente Manuel Burque. Quest'ultimo ha condiviso nei social network l'immagine dell'applicazione.