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Immuni: partenza in quattro regioni

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Immuni: partenza in quattro regioni
Diritti d'autore  ANDREA PATTARO/AFP
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Come abbiamo già avuto modo di scrivere, l'app Immuni è entrata in vigore in via sperimentale in alcune Regioni italiane.

Se non avete ancora capito come funziona, cliccate il video qui sopra e l'epidemiologo Arturo di Girolamo ve lo spiega in modo semplice.

Sempre nel video qui sopra, Fabio Faricelli un utente di Pescara, ci spiega cosa pensa dell'applicazione.

Sappiamo che circa 2 milioni di italiani hanno scaricato Immuni, l'app per il contact tracing, che ha iniziato qualche giorno fa la sperimentazione in 4 regioni pilota: Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia.

"Maggiore è il numero delle persone che utilizza l'applicazione e maggiore sarà la sua efficacia" ha detto la ministra dell'Innovazione Paola Pisano.

Come funziona Immuni

Dopo averla scaricata, la app associa al telefono un codice casuale che cambia più volte nel corso del giorno. I codici generati da ciascun apparecchio vengono incrociati - attraverso il bluetooth - con quelli degli altri dispositivi, tenendo traccia di questo contatto.

Non vengono memorizzate informazioni relative all’utilizzatore dell’applicazione né alla geolocalizzazione. Viene solo archiviata l’informazione che due “codici” sono stati a distanza ravvicinata in un dato giorno.

Una volta che una persona risulta positiva, riceve dalle autorità sanitarie una OTP (una password temporanea) da digitare in un'area specifica dell'App dove è possibile segnalare - in modo del tutto anonimo - il proprio stato di positività.

L'app è stata realizzata, per conto del Governo italiano, dalla società Bending Spoons. I server sui quali vengono raccolti i dati sono anch'essi pubblici (Sogei Spa, controllata al 100% dal ministero dell'Economia e delle Finanze).