La salute del Papa emerito sempre più fragile

Papa Ratzinger in un incontro pubblico con Papa Francesco
Papa Ratzinger in un incontro pubblico con Papa Francesco Diritti d'autore AP Photo
Di Paolo Alberto Valenti
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Benedetto XVI dopo la morte del fratello Georg mostra segni di una salute ancora più fragile. Già nel periodo del lockdown i contatti telefonici con Georg si erano diradati anche a casua della voce sempre più flebile di Papa Benedetto

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La stampa tedesca ha segnalato l'ormai estrema fargilità della salute del Papa emerito. Compiuti i 93 anni gli è stata diagnosticata per ultima una malattia infettiva al volto (erisipela) caratterizzata da  gonfiore rossastro, che provoca forte prurito e dolore. Eppure chi lo ha incontrato nelle recenti settimane riferisce di capacità intellettuali e memoria sempre vive nonostante la flebile voce appena percepibile anche negli incontri affettuosi con Papa Francesco.

Le tante ragioni delle dimissioni

Non solo il venir meno delle forze lo aveva indotto nel febbraio 2013 a rassegnare le dimissioni esercitando per la prima volta un'opzione prevista dal diritto canonico a partire dal 1983. La morte a luglio del fratello Georg, anche lui sacerdote, ha sicuramente inciso ancora nel suo distacco dal mondo delle sembianze ma non da quello della verità della fede. Benedetto XVI era stato in visita al  fratello maggiore malato in Germania a giugno, segnando il suo primo viaggio fuori dall'Italia dopo le dimissioni dal soglio di Pietro. Georg Ratzinger sarebbe poi morto due settimane dopo.

Un autentico guardiano del faro

Lasciata la barra della Chiesa cattolica Papa Ratzinger ha continuato ad essere un faro illuminante nelle tenebre della contemporaneità specialmente in Europa. Il Cardinal Sarah (prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti) aveva recentemente ricordato su Twitter l'illuminante Discorso al Collegio dei Bernardini nel 2008 dove Ratzinger tenne una vera e propria lezione sull’Europa : «Una cultura puramente positivista, che ritornerebbe al dominio soggettivo, in quanto non scientifica, la questione riguardante Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue più alte possibilità e quindi un fallimento dell’umanesimo. Ciò che ha fondato la cultura dell’Europa, la ricerca di Dio e la volontà di ascoltarlo, rimane oggi il fondamento di tutta la vera cultura».

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