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Scuola: siglata intesa a Roma, studenti a lezione nelle parrocchie

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Un flashmob a Roma per chiedere la riapertura delle scuole
Un flashmob a Roma per chiedere la riapertura delle scuole   -   Diritti d'autore  ANDREAS SOLARO/AFP or licensors
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Porte aperte, nelle parrocchie di Roma, a banchi e alunni che per esigenze sanitarie e di distanziamento sociale non troveranno spazio negli edifici scolastici al momento della riapertura, prevista a settembre.

È quanto stabilisce il protocollo d’intesa siglato oggi dal cardinale vicario Angelo De Donatis, dalla sindaca Virginia Raggi e dal direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio, Rocco Pinneri.

Al Vicariato il compito di verificare natura e quantità di spazi, coperti e scoperti, da mettere a disposizione. Un'iniziativa con cui la sindaca pentastellata sembra sotterrare definitivamente l'ascia di guerra brandita sull'Imu della Chiesa.

Due milioni di test per gli insegnanti

In vista della riapertura saranno messi a disposizione due milioni di test sierologici rapidi per tutto il personale docente e non docente della scuola. Ad annunciarlo è stato Domenico Arcuri, commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere.

Arcuri ha aggiunto che "saranno i medici di famiglia e le Asl a somministrare i test" e chi dovesse risultare positivo al test previsto prima dell'inizio dell'anno scolastico "sarà posto in malattia fino all'esito del tampone".

Dove si è tornati a scuola in Europa?

In Italia il dibattito sull'opportunità di tenere chiuse le scuole durante la pandemia si trascina da mesi. Dalla fine del lockdown tutte le attività sono ripartite con gli opportuni accorgimenti, ma le scuole sono rimaste chiuse. Insegnanti e studenti si sono così dovuti arrangiare con lezioni ed esami a distanza.

Stando ai dati dell'Unesco in tutto il mondo attualmente sono più di un miliardo gli studenti che non possono andare a scuola a causa della pandemia, ovvero il 60,5% del totale.

L'Italia, dove il ritorno sui banchi è previsto a settembre, è al momento uno dei 106 Paesi - l'unico dell'Europa occidentale assieme all'Irlanda - in cui gli istituti scolastici sono chiusi su tutto il territorio nazionale.

In Europa le scuole sono aperte su tutto il territorio nazionale solo in Svezia e Bielorussia - dove non hanno mai chiuso - Francia, Svizzera, Austria, Croazia, Estonia e Norvegia.

Oltre che in Italia e in Irlanda gli istituti scolastici sono chiusi ovunque anche in Bosnia, Montenegro, Serbia, Macedonia del Nord, Bulgaria, Romania, Moldova, Ucraina, Turchia, Georgia, Armenia e Azerbaigian.