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Covid-19: Italia, situazione in miglioramento ma ingressi bloccati da 13 Paesi

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Covid-19: Italia, situazione in miglioramento ma ingressi bloccati da 13 Paesi
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Dopo essere stato uno dei più colpiti dal coronavirus, l'ospedale di Bergamo festeggia la presenza di zero pazienti in terapia intensiva, per la prima volta dall'inizio della pandemia.

Un gran bel risultato, se si pensa ai 100 pazienti intubati all'apice della tragedia.

Tuttavia, la morsa non si allenta: l'Italia non vuole vanificare i risultati raggiunti, dunque ecco che il Governo decide di vietare gli arrivi da 13 Paesi a rischio-contagi, tra cui Brasile, Bosnia, Bangladesh e Perù.

Chiunque sia rimasto o abbia attraversato queste Nazioni nelle ultime due settimane non potrà entrare o transitare in Italia, ad eccezione degli italiani che effettuano il successivo isolamento.

Claudio Furlan/LaPresse

La situazione in Europa

Anche la Romania è preoccupata dall'aumento di nuovi casi, dopo una prima fase di relativo controllo della situazione pandemica.

Il Paese fa registrare il numero di contagi giornalieri sinora più alto, con diverse città, tra cui la capitale, Bucarest, nel centro del mirino.

Le autorità sollecitano la popolazione ad attenersi scrupolosamente alle basilari regole igieniche e di distanziamento sociale, tuttavia all'orizzonte non s'intravedono piani per ripristinare le restrizioni.

Nel frattempo, in Spagna il numero di infezioni quotidiane è raddoppiato in 24 ore, a causa di dozzine di piccoli focolai.

Le autorità delle Isole Baleari prevedono di rendere obbligatorio l'uso di mascherine all'aperto a far data da questo fine settimana, dopo aver individuato tre nuovi casi di gruppo a Maiorca.

In precedenza, segnalati altri cinque focolai sulla stessa isola e un altro a Ibiza.

In Francia e Grecia, infine, il Governo intima alle persone di non ignorare, come spesso capita, le linee-guida sulla sicurezza.

In virtù di nuovi casi importati dai vicini Paesi dei Balcani, Atene preannucia la possibilità di nuove restrizioni a partire da lunedì prossimo.

Screengrab from AP Video

Indagine OMS

L'Organizzazione Mondiale della Sanità indaga su se stessa. Dopo le polemiche sulla gestione della pandemia da coronavirus da parte dell'organismo internazionale 194 paesi membri hanno approvato una risoluzione che affida a un comitato indipendente l'esame delle procedure messe in atto e le risposte dei singoli governi.

"È un momento in cui dobbiamo riflettere su noi stessi, per definire il mondo in cui viviamo e trovare la maniera di rafforzare la nostra collaborazione nel comune intento di salvare vite e portare la pandemia sotto controllo", ha detto il Direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus.

La commissione, che sarà guidata dall'ex premier neozelandese Helen Clark e dalla ex presidente liberiana Ellen Johnson Sirleaf, prevede di presentare una relazione preliminare a novembre una finale a maggio 2021.

Tra i critici più feroci dell'organismo che opera nell'ambito delle Nazioni Unite, c'è il presidente statunitense Trump. Ad aprile Washington ha sospeso i contributi versati all'istituzione, e solo pochi giorni fa la Casa Bianca ha annunciato l'uscita degli Usa dall'OMS.