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Le incertezze del voto in Croazia fra pandemia e crisi economica

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Le incertezze del voto in Croazia fra pandemia e crisi economica
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Domenica 5 luglio circa 3,8 milioni di croati si recano ai seggi per eleggere 151 membri del nuovo parlamento. Le elezioni sono state anticipate rispetto alla fine naturale della legislatura prevista in autunno cosa che ha acceso i dibattiti televisivi infiammati anche dalla pandemia, il problema dei migranti, la necessità degli aiuti dall'Unione europea per la situazione economica gravissima che investe anche questa porzione di Balcani.

Il gioco d'azzardo del partito di governo

Nonostante una gestione efficace della prima fase dell’epidemia, il primo ministro Andrej Plenković e il suo partito, l’Unione Democratica Croata (HDZ), arrivano a queste elezioni col fiato corto anche per la sonora sconfitta alle presidenziali di gennaio. Il premier ha comunque sostenuto l'azione di portare il paese al voto in sicurezza: "In occasione dell'ultima seduta parlamentare in videoconferenza il governo ha aumentato i compensi per scrutatori e presidenti di seggio mentre la protezione civile fornirà a tutti i dispositivi di protezione necessari per andare a votare. Peraltro mi sembra che altre elezioni si siano tenute di recente in Serbia, Francia e Polonia. Quindi non siamo l'unico paese impegnato nel processo elettorale" ha chiarito in una intervista televisiva Plenković.

Una opposizione agguerrita

Il leader del Partito Socialdemocratico (SDP) di opposizione ha duramente criticato il governo che invece di soccorrere le popolazioni di Zagabria colpite in marzo da un terremoto corre alle urne per giocarsi il presunto tesoretto del consenso. Davor Bernardić ha stigmatizzato l'azione di governo e della municipalità di Zagabria che poco hanno fatto per risolvere le difficoltà degli abitanti di Zagabria colpiti da un terremoto il 22 marzo scorso. Le opposizioni si augurano che le elezioni assumano un effetto boomerang contro il governo.

Balcani: scenario economico poco promettente sotto lo scacco della pandemia

La Croazia che ha appena consegnato alla Germania il testimone della presidenza dell'Unione va alle urne fra il contenimento della pandemia e le avvisaglie di una pronda crisi economica, che butterà giù il pil nazionale del 10%. Intanto il Partito Socialdemocratico di Bernardić sembrerebbe favorito dai sondaggi ma l’esito del voto resta comunque incerto inoltre un governo a guida socialdemocratica potrebbe non avere i numeri per una navigazione in sicurezza. Per il paese si tratterà di un momento di svolta importante. Lo dimostrano i dibattiti televisivi che sono polarizzati dall'emergenza sanitaria e quella dei migranti che ha visto la Croazia in difficoltà come tappa della rotta dei Balcani. Peraltro in tutta l'area prosegue il generale aumento dei contagi da coronavirus dopo un periodo di calo progressivo. Alcuni Paesi Ue come Austria, Germania e Slovenia tornano a imporre restrizioni ai cittadini dei Balcani meridionali. In Serbia i nuovi casi sono stati 272 con un totale globale di 14.836 contagiati e un numero totale di vittime che viaggia verso le 300 persone. Resta alto il numero dei contagi anche in Macedonia del Nord, che ha registrato al primo luglio 120 nuovi casi e altri quattro decessi - con i totali saliti a 6.454 e 306.