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Venezuela, famiglia sopravvive facendo tesoro delle tecniche boy scout

Venezuela, famiglia sopravvive facendo tesoro delle tecniche boy scout
Diritti d'autore  AFP
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Utilizzando tecniche da boy scout, una famiglia venezuelana, la famiglia Vega, sta affrontando come meglio può l'assenza dei servizi di base: niente acqua né gas e blackout frequenti.

Una situazione resa più grave dall'epidemia di coronavirus.

"Non avrei mai immaginato che quegli insegnamenti che dovevo impartire ai ragazzi mi sarebbero stati utili nella vita di tutti i giorni", dice Reinaldo Vega, scout. Con i figli va a fare legna e si occupa della stufa, riscaldata con un fornelletto da campo. La moglie e la madre aiutano con le pulizie e la preparazione del cibo. "E' un lavoro di squadra per poter mangiare".

Suo padre, Héctor Vega, ragioniere in pensione, mai avrebbe pensato di arrivare fino a questo punto. "In un campo scout, si mangia a qualsiasi ora e qualsiasi cosa... Lo stesso vale ora, purtroppo".

L’Assemblea nazionale del Venezuela, controllata dall’opposizione, ha riferito di aver registrato un'inflazione dell'80% ad aprile, con un tasso cumulato nel 2020 del 341,61%. Lo scorso febbraio, la Banca centrale, dopo quattro mesi di silenzio, ha riferito che il Venezuela ha chiuso il 2019 con un'inflazione del 9.585,5%.

Lo scorso 8 maggio, un aereo carico di 40 tonnellate di aiuti è atterrato a Caracas proveniente dalla Russia. Il materiale inviato dal Cremlino comprende farmaci, fra cui la maggior parte utilizzabili da pazienti affetti da diabete.

Si tratta del terzo invio realizzato dalla Russia per il governo del presidente Nicolas Maduro dopo altri due specifici di kit per l'identificazione di pazienti contagiati dal Covid-19.

La Caritas Internationalis ha chiesto la sospensione delle sanzioni economiche verso gli Stati più poveri tra cui il Venezuela, la Libia, l'Iran e la Siria. "Molti Paesi del Medio Oriente, dell'America Latina e dell'Asia sono già sull'orlo di una grave crisi alimentare che sta comportando un importante aumento della malnutrizione infantile e del numero di adulti che soffrono la fame".

Sull'orlo del baratro a causa del ribasso del greggio

Già messo in ginocchio da una lunga crisi politica, diplomatica ed economica, alle prese con l'emergenza sanitaria del Covid-19, ora il Venezuela si trova sull'orlo del baratro a causa del ribasso abissale del prezzo del petrolio.

Storicamente il bilancio statale dipende quasi esclusivamente dalle esportazioni di petrolio, con le quali Caracas finanzia tra l'85 e il 90% dei suoi consumi interni. La crisi storica del petrolio sta colpendo un Venezuela già strangolato dalle sanzioni e dall'embargo Usa sul greggio, in vigore da aprile 2019, con l'intento di costringere il presidente socialista Nicolas Maduro - al potere dal 2013, non riconosciuto all'unanimità della comunità internazionale - ad uscire di scena a vantaggio dell'oppositore Juan Guaido, considerato da Washington e da altre capitali il capo di Stato ad interim legittimo di Caracas.

In rotta con Maduro anche i governi di Brasile e Colombia - stretti alleati di Washington - che hanno chiuso in confini con il Venezuela, ufficialmente per arginare il rischio contagio da Covid-19 e fermare i flussi di venezuelani in fuga.

Il Paese sudamericano è allo stremo delle forze: negli ultimi anni 4 milioni dei suoi cittadini si sono rifugiati oltre confine per sopperire ad una crisi economica senza precedenti e alla penuria di beni di prima necessità, dalla benzina ai medicinali. A questo quadro difficile si aggiunge il calo repentino della produzione venezuelana di greggio negli ultimi anni: passata da 3 milioni di barili al giorno nel 2008 a meno di 700 mila oggi, secondo i dati Opec.

Ora, con il crollo del prezzo di vendita, saranno ulteriormente ridotte le entrate pubbliche e quindi indebolito il potere già in bilico di Maduro.

Il Venezuela sta inoltre pagando le spese del lockdown totale decretato da Maduro lo scorso 17 marzo per arginare la pandemia di Covid-19, con una grave penuria di carburante che colpisce l'intero Paese. Sia a Caracas che nelle città di provincia si formano spesso file chilometriche davanti ai benzinai, in attesa di ipotetici approvvigionamenti in carburante.

Dopo 6 anni di recessione, l'economia venezuelana si e' già contratta del 65%. Secondo alcuni studi, come quello di Ecoanalitica rilanciato dall'Afp, in uno "scenario ottimista", dalla mancata vendita di petrolio nel 2020 il Venezuela potrebbe perdere tra 4,5 e 7,5 miliardi di dollari di introiti mentre per altri, in un mercato fortemente instabile, le perdite potrebbero toccare i 9 miliardi.