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Covid diffuso dagli atleti presenti ai Mondiali Militari di Wuhan?

Covid diffuso dagli atleti presenti ai Mondiali Militari di Wuhan?
Diritti d'autore  GERBEN VAN ES/Mediacentrum DefensieMCD@mindef.nl
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Crescono i sospetti sui Giochi Militari di Wuhan come uno dei fattori principali per la diffusione del Covid-19 oltre i confini cinesi, fino in Europa.

I campionati degli atleti con le stellette si sono disputati nella città cinese (considerata l’epicentro della pandemia) tra il 18 e il 27 Ottobre 2019. Come italiani e francesi, anche gli spagnoli hanno registrato anomalie per la salute di alcuni membri della loro delegazione.

Rivela infatti l’agenzia Efe, che fonti militari di Madrid, hanno riscontrato sintomi simili a quelli delle patologie da Coronavirus per alcuni degli sportivi iberici, durante lo svolgimento del torneo, o al loro ritorno in patria.

Almeno un paio di soldati hanno accusato un malessere di carattere influenzale compatibile con il Covid, durante la loro presenza a Wuhan. Altri due invece li hanno avuti appena tornati in patria. Rivelano fonti anonime.

Un testimone fornisce più dettagli affermando che due atleti hanno cominciato a sentisi male a una settimana dal loro arrivo nella Repubblica Popolare. L’indisposizione è durata per entrambi « tre o quattro giorni, con mal di gola, tipo influenza, per uno. Sudorazioni, spossatezza, raffreddore e catarro, per l’altro ».

Entrambi i casi sono stati trattati con amaoxicillina.

Mentre atleti di altre discipline non hanno accusato sintomi di alcun genere, né a Wuhan, né al ritorno in Spagna. Dichiara comunque il ministero della difesa di non essere a conoscenza di alcun caso sospetto.

Nessuno degli agonisti presenti ai giochi cinesi, ha considerato in quel frangente che il malessere respiratorio avesse origini diverse da quelle di una comune forma influenzale. Pechino ha infatti notificato l’esistenza del Sars-CoV-2 all’Organizzazione mondiale della sanità, solo il 31 Dicembre 2019, ben sessantacinque giorni dopo la chiusura dei Mondiali Militari.

Hanno partecipato alla settima edizione dei Giochi, a Wuhan, 10 mila sportivi da oltre cento Paesi.

Più influenze del solito e una polmonite

Il 27 Ottobre, alla fine delle gare, sono tutti tornati in patria, con voli di linea Wuhan-Pechino-Madrid, o Wuhan-Parigi-Madrid, e a nessuno dei quattro casi citati, né ai rispettivi commilitoni, sono stati effettuatti test ulteriori.

«L’hanno considerata una banale laringite, o un’influenza, e qui, siccome erano già guariti niente di niente » lamenta un atleta, aggiungendo che alla fine del 2019, uno di essi ha avuto una polmonite. «È stato malissimo » conclude il testimone.

E poi ci sono degli sportivi che hanno manifestato i sintomi a Novembre, in Spagna. Sono due uomini della Scuola sottufficiali dell’aeronautica militare di Leon.

Lì, ci sono seicento persone. A gennaio 2020 c’è stato un picco influenzale che ha costretto decine di militari a marcar visita. E anche a Leon si è verificato un caso di polmonite dopo un’influenza.

Mentre un altro soldato, in una caserma andalusa, anch’egli parte della spedizione a Wuhan, ha detto di essere stato molto male in Dicembre, e di aver accusato problemi respiratori fino a un paio di settimane fa.

Quando si scoprì il virus, racconta questo atleta all’agenzia giornalistica Efe, è stato chiesto alla sua squadra se qualcuno avesse avuto sintomi Covid-compatibili, lui ha quindi riferito della sua malattia.

E questa settimana, dopo che militari francesi hanno riportato gli stessi sintomi, i rappresentanti delle squadre spagnole hanno chiesto a chi era a Wuhan se sospettino di aver contratto il Covid-19.

Secondo fonti del ministero della difesa spagnolo, consultate da Efe, non ci sono riscontri di sintomi di Covid tra i partecipanti ai Giochi di Wuhan. Per questa ragione, dice il dicastero delle Forze armate, non sono stati effettuati test sui militari.

Il ministero ha confermato la stessa versione al sindacato dei militari, Umt.

La maggioranza dei membri della delegazione spagnola ha alloggiato nella cittadella costruita appositamente per i partecipanti ai Giochi Mondiali Militari, situata alla periferia di Wuhan. Con le abitazioni per gli atleti in blocchi di dieci o venti piani, oltre a zone comuni, come palestre, aree di svago con videogiochi, e un lago. Le autorità cinesi avevano anche inaugurato una linea della metropolitana in occasione dell’evento sportivo.

«Era come un hotel. C’era una cucina, ma senza mobili. Per questa ragione si mangiava in mensa con tutti. C’erano cinque menu diversi, quello occidentale, quello islamico… » ricorda uno degli agonisti, che non ha accusato sintomi.

« Nella cittadella sportiva, la delegazione spagnola non era alloggiata accanto a quella francese » narra un atleta iberico, che a volte approfittava dei pomeriggi per visitare Wuhan, incontrando cittadini locali e guide turistiche.

I casi degli atleti francesi e italiani

Alcuni sportivi francesi sospettano di aver contratto l’infezione in quei giorni. I pentatleti Elodie Clouvel, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio, e Valentin Belaud, cinque volte campione del mondo, hanno riferito ai media francesi di aver sofferto gravi problemi respiratori, nelle settimane successive all’impegno in Cina.

Clouvel dice oltretutto, di avere consultato il medico dei Bleus, e che questi gli ha riferito di molti altri casi simili.

« Eravamo a Wuhan e ci siamo ammalati tutti. Valentin ha perso tre giorni di allenamento. Strano. E anch’io, avevo cose che non avevo mai avuto. Ma non ci preoccupammo più di tanto, perché non se ne parlava ancora » confessa Clovel al canale televisivo transalpino, TélevisionLoire7.

Pure lo schermidore italiano, Matteo Tagliariol, ha detto di aver avuto la febbre nei giorni successivi al ritorno da Wuhan. Ma poi, scosso dalla reazione agitata dei media italiani, ha preferito rielaborare con moderazione via Instagram la sua testimonianza. E, misurando le parole ha dichiarato : «mi hanno chiesto se mi sono ammalato dopo i Mondiali di Wuhan in ottobre. Un forma influenzale acuta dalla quale ho recuperato senza la necessità di alcun farmaco speciale. Ha avuto un’evoluzione normale, è semplicemente stata più lunga del normale ». Tagliariol ha poi aggiunto : « questa forma influenzale ha colpito i mie polmoni, forse perché sono asmatico. Potrebbe però anche essere il Coronavirus, ma non ho fatto i test, e non ho le conoscenze scientifiche per confermarlo ».

Teorie della cospirazione, varie ed eventuali

Ci sono numerose teorie complottarde sul covid. I cinesi ad esempio accusano la delegazione dell’esercito degli Stati Uniti. Un portavoce del ministero degli esteri di Pechino, ha dichiarato il 12 Marzo che il Covid è stato portato a Wuhan dai militari americani che hanno preso parte ai Giochi.

«Quando c’è stato il paziente zero negli Usa ? Quante persone sono state infettate ? Quali sono i nomi degli ospedali ? Forse è stato l’esercito americano ad avere portato l’epidemia a Wuhan » ha scritto su Twitter «siate trasparenti ! Rendete pubblici i vostri dati ! Gli Stati Uniti ci devono una spiegazione ! ».

Il primo caso di Coronavirus in Spagna è stato un paziente di Valencia, deceduto il 13 di Febbraio. Si tratta di una diagnosi post mortem, formulata inseguito all’autopsia. Mentre in Francia è stata confermata, sempre a posteriori, la positività di un pescatore della regione parigina, ricoverato in ospedale il 27 Dicembre, e poi dimesso. I medici ipotizzano addiritura che si possa trattare del paziente zero dell’Esagono.

L’Oms ha dunque invitato tutti i Paesi nei quali si siano verificate polmoniti alla fine del 2019, a indagare se si trattasse in realtà di casi di Covid-19 non diagnosticati