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Wuhan, la fine del blocco

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Wuhan, la fine del blocco
Diritti d'autore  Ng Han Guan/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Il blocco a Wuhan è stato revocato e con esso comincia il ritorno alla vita normale per circa 11 milioni di persone. Per molti è il sollievo dopo 76 giorni segnati da restrizioni mai vissute prima. Fino a poco tempo la città cinese era la principale piattaforma di contagio, e ora c'è chi spera di tornare presto al lavoro.

"Abbiamo bloccato la città. Abbiamo chiuso i complessi residenziali. Grazie a queste misure, siamo riusciti a contenere l'epidemia in un tempo relativamente breve. Gli ospedali straordinari sono stati chiusi. Ci sono pochi nuovi casi";

Da oggi riprendono a circolare i treni e ricominciano a operare le principali attività produttive. Le speranze di un graduale ritorno alla normalità vanno però verificate a ogni passo, come suggeriscono gli esperti.. Oltre all'isolamento e ai controlli, per non rischiare una seconda ondata di infezioni ora diventa utile l'osservazione clinica dei pazienti asintomatici.

Finora sono stati considerati come esposti a un basso rischio, ma nuovi casi scoperti in questa catagoria di pazienti, costringono alla cautela. Secondo il virologo Chris Smith, gli sforzi della Cina hanno portato a risultati, ma, ammonisce, non si deve abbassare la guardia nelle misure per prevenire la diffusione del virus.

"Sulla base delle elaborazioni matematiche al momento, circa cinque milioni di persone hanno o probabilmente hanno avuto questa infezione al momento in Gran Bretagna. Questo vuol dire che c'è ancora un numero enorme di persone, circa 60 milioni circa che non sono infette e non sono sono immuni. Sono sensibili. Se abbassiamo le misure d'un colpo, i casi che continuano ancora a circolare rilanceranno di nuovo la pandemia in ogni angolo del mondo. E anche se non dovessimo veder più circolare il virus nel nostro paese non vuol dire che accadrà anche altrove. È un problema globale che richiede soluzioni globali".

La fine del blocco a Wuhan vuol dire anche la possibilità di seppellire i morti, dato che le cremazioni erano state sospese alla fine di gennaio.