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Covid-19: Vienna chiede un corridoio speciale per le badanti rumene

A woman is helped by conductor while boarding a train in Timisoara
A woman is helped by conductor while boarding a train in Timisoara Diritti d'autore  DANIEL MIHAILESCU/AFP or licensors
Diritti d'autore DANIEL MIHAILESCU/AFP or licensors
Di Gioia Salvatori
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'Austria non può farne a meno, Bucarest ha detto sì alla richiesta e un treno è già partito da Timisoara, un altro partirà nei prossimi giorni.

Un gruppo di oltre 70 badanti romene è partito da Timisioara, diretto in Austria a Vienna. Mentre le frontiere sono chiuse a causa del coronavirus queste donne sono state autorizzate a viaggiare in treno dopo che Vienna ha chiesto un corridoio speciale per loro: l'Austria non può farne a meno. Si tratta di lavoratrici specializzate che erano solite vivere tra i due Paesi e che sono rimaste bloccate dalla chiusura dei confini mandando in tilt il sistema di assistenza domiciliare agli anziani in Austria. Hanno viaggiato tra mille cautele: posti distanziati in treno e test del coronavirus all'arrivo, ma hanno viaggiato. 

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Donne in bilico tra due Paesi restate bloccate a causa del Covid-19

Parliamo di personale specializzato che già svolgeva assistenza agli anziani e che era solito fare avanti e indietro tra due Paesi. Personale che Vienna ha richiesto già la scorsa settimana ma Bucarest non ha autorizzato subito la loro partenza, il via libera è arrivato solo un paio di giorni fa.

Un treno è già partito e altri ne partiranno, un'istantanea che spazza via ogni retorica sovranista contro i lavoratori dell'est Europa. La dimostrazione che dalle fabbriche tedesche alle campagne italiane all'assistenza agli anziani in mezza Europa, i lavoratori stranieri sono indispensabili. In Italia ad esempio, producono l8 % del Pil. I confini chiusi hanno evidenziato che nessun Paese può farcela da solo in Europa. 

Bistrattate e in nero, questo, spesso, è il destino delle badanti. Recentemente la senatrice Emma Bonino ha ricordato ospite di una trasmissione di Radio Rai 3, 'Tutta la città ne parla'che badanti e colf irregolari in Italia sono 300mila "Sono un sostegno indispensabile per i nuclei familiari. Affidiamo loro i nostri beni più cari - ha detto - ma spesso ce ne dimentichiamo. Non avendo i documenti in regola non possono prendere la patente, aprire un conto in banca e vivono nel terrore constante di essere fermate. Credo sia dunque importante dare un segnale e regolarizzarle".

Il lavoro delle badanti, tra l'altro, è uno dei più usuranti. Una ricerca dell'Università di Udine sulle badanti rumene e i loro famigliari, ad esempio, ha evidenziato che migliaia di loro sviluppavano il 'mal d'Italia': ansia e depressione in seguito al distacco dalla famiglia e alle difficoltà lavorative. Un male che spesso attanaglia anche i figli di queste donne, cresciuti con le madri lontane. 

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Romanian carers queue outside a railway station in Timisoara city AFP or licensors DANIEL MIHAILESCU
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