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Finito l'inverno più caldo di sempre, ecco la primavera più secca che mai

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Finito l'inverno più caldo di sempre, ecco la primavera più secca che mai
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La Terra ha sete e rischia di avere presto ancora più fame. Dopo un inverno considerato il più caldo la grande siccità batte sulle campagne dell'Europa orientale e rischia di compromettere i raccolti dalla Russia alla Polonia e la Lituania, in più la meteorologia non conforta: non ci sono piogge previste, almeno per ora.

Una fase calamitosa

Si annunciano rendimenti più bassi dei raccolti previsti, lo dicono gli esperti polacchi. Senza piogge la siccità rischia di investire la maggior parte dei terreni agricoli della Polonia quest'anno. I costi di frutta e verdura rischiano di andare alle stelle a fronte di una resa molto scarsa. Molti gli agricoltori in allarme. " Le sementi si trovano in solchi quasi asciutti e se non li innaffi - e non ci sono previsioni di precipitazioni per il prossimo mese - potrebbero germogliare a giugno. Ciò significa che gran parte del raccolta andrà perduta" spiega l'agricoltore lituano Linas Sateika.

I metodi artificiali rischiano di non bastare

Il ricorso all'irrigazione artificiale è diventata la norma. Anche gli agricoltori lituani stanno sperimentando una grave siccità mentre gli esperti di idrologia avvertono che si sta ripresentando lo scenario dell'anno scorso con una estate molto secca. Dopo un inverno mite con poca neve i terreni si sono asciugati mentre abitualmente la fine di aprile è prodiga di acquazzoni. Gli agricoltori sostengono che la situazione è stata aggravata da una primavera relativamente fredda nonché funestata dal coronavirus.

E la situazione dell'Italia? Parla un esperto del clima

"Per ora si tratta della più elevata anomalia negativa primaverile degli ultimi 60 anni - spiega Simone Abelli, meteorologo di Meteo Expert -. Le regioni del Nord Italia sono le più provate, con una anomalia del -70%, ma sono in sofferenza anche le regioni del Centro e quelle del Sud, dove il deficit di pioggia è rispettivamente del 59% e 41%". "A livello nazionale - aggiunge - l'anomalia è del -44%, poco più della metà rispetto alla norma. Da inizio anno sono mancati all'appello 23,4 miliardi di metri cubi di acqua, il volume del lago di Como". A soffrire di più sono ancora una volta le regioni del Nord, dove l'anomalia è del -47%, per un totale di 8.9 miliardi di metri cubi di acqua in meno rispetto alla media. "La zona più critica sembra essere il Piemonte - commenta Abelli -. A Torino da inizio anno sono caduti solo 24 mm, tutti nel mese di marzo, pari a un deficit di -85% nei primi tre mesi e mezzo del 2020". La situazione non migliora molto al Centro e al Sud (-43%) dove, sono mancati all'appello rispettivamente 6,4 e 8,1 miliardi di metri cubi di acqua rispetto alla media".