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Coronavirus, podisti e confinamento: app come Strava svelano i "furbetti"

Coronavirus, podisti e confinamento: app come Strava svelano i "furbetti"
Diritti d'autore  Claudio Furlan/LaPresse via AP
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Con la diffusione del Covid-19 che non accenna a diminuire, in particolare in Italia (solo ieri 427 morti, per un totale di 41.035 contagiati in tutto il Paese), la questione dell'isolamento - e di chi non lo rispetta - è sulle bocche di tutti. Anche una delegazione cinese, arrivata a Roma nelle scorse ore, si è detta sorpresa di come ci sia ancora "troppa gente per strada". E mentre il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, reclama l'esercito per le strade della regione più colpita d'Italia, in molti si chiedono perché tanti continuino a non rispettare le regole, uscendo di casa per un po' di footing.

Fare attività fisica è permesso, per il momento. Lo ha stabilito il governo, che sul proprio sito, nella sezione del decreto #iorestoacasa dedicata agli spostamenti, scrive ancora che si può uscire dal proprio domicilio "per l’attività sportiva o motoria all’aperto", ma sempre con "divieto generale di assembramento, e quindi dell’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di 1 metro fra le persone".

Ed è per questo, non essendo illegale, che molti continuano ad andare a correre, oppure in bicicletta. Il problema è che questi "molti", ora sono "troppi" e spesso non si attengono alle regole, correndo magari in coppia o utilizzando la corsa come scusa per ritrovarsi con gli amici. C'è da dire, inoltre, che in Italia al momento non ci sono restrizioni sulle distanze da percorrere. E tutto ciò scatena dubbi, ma soprattutto polemiche.

Dove si trova però la linea rossa da non oltrepassare, per non rischiare di mettere in pericolo la propria salute e quella degli altri?

I runner nella regione più colpita

Applicazioni come Strava - un software per il tracciamento GPS dell'attività fisica, nel quale gli utenti registrano le performance e il percorso - dimostrano che sono in tanti in questo periodo di confinamento a praticare sport all'aria aperta. Abbiamo dato un'occhiata sull'app, per verificare quante persone ancora oggi (20/03/20) non rispettano le disposizioni.

Nella sola Milano nei giorni scorsi circolavano immagini di molte persone passeggiare e correre in luoghi pubblici (si veda il Naviglio Martesana, nel tweet qui sopra).

Ma sia in città che nell'hinterland milanese, i podisti si dilettano - come potete verificare nella foto qui sotto, con alcuni esempi - anche sulle medie e lunghe distanze.

Strava
MilanoStrava

La situazione nella bergamasca, una delle aree più colpite dalla pandemia, è tragica: mancano i letti in terapia intensiva, i defunti vengono portati in altre città o regioni dall'esercito, perché il forno crematorio locale, che lavora 24 ore su 24, non ce la fa a tenere il ritmo.

Ma tutto ciò, unito al grido disperato dei bergamaschi che chiedono aiuto, non impediscono ai runner di uscire per il loro footing quotidiano, come potete vedere qui sotto. C'è chi corre a Bergamo città (il secondo riquadro da sx.) e chi nei paesi della provincia. Il sindaco di Bergamo non ha voluto rilasciarci commenti in merito.

Strava
BergamascaStrava

Bonaccini prende provvedimenti in Emilia Romagna

Linea dura invece in Emilia Romagna, dove il Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato un'ordinanza mercoledì, per limitare appunto queste pratiche, usate dai più come una scusa per scappare dall'isolamento domiciliare.

Se qualcuno mi viene a spiegare che rinunciare al jogging se non si è in sicurezza è un problema drammatico, lo prendo con me e lo porto a vedere i reparti ospedalieri
Stefano Bonaccini
Presidente della regione Emilia Romagna

Nell'ordinanza si legge: "Vengono chiusi al pubblico parchi e giardini pubblici. Viene poi limitato l’uso della bicicletta, consentito esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche: quindi ragioni di lavoro, di salute o altre necessità, come ad esempio gli acquisti di generi alimentari. Identica limitazione per gli spostamenti a piedi. Un’unica deroga è possibile: se la motivazione è legata alla necessità di praticare attività motoria - come ad esempio una passeggiata per ragioni di salute, oppure l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche - si è obbligati a restare in prossimità della propria abitazione".

La Regione Emilia Romagna è quindi la prima a dare limitazioni, in merito alla distanza percorribile per la passeggiata, la corsa o la pedalata.

Nonostante le nuove restrizioni, ci sono ancora podisti "resistenti". La prova ce la dà, ancora una volta, Strava (vedi foto qui sotto). Se nel primo e secondo esempio, i runner in questione lasciano la traccia GPS del loro allenamento, nel terzo ("Inseguendo il virus in giardino") vediamo come la traccia sparisce.

Strava
Emilia RomagnaStrava

Abbiamo contattato la Regione Emilia Romagna, la quale ha precisato che, visto il mancato rispetto dell'ordinanza, "non è escluso un nuovo giro di vite", a seconda dei dati che riceveranno dalle forze dell'ordine in questi giorni. "Al momento decidiamo giorno per giorno", ci hanno spiegato.

La situazione in Francia

Ma come funziona all'estero, ad esempio in Francia, dove il confinamento nazionale è iniziato questo martedì? Il presidente Emmanuel Macron, nel suo discorso di lunedì sera, aveva dichiarato che era "possibile praticare attività sportiva fuori dal proprio domicilio". Tanti, tantissimi i francesi ad aver preso le parole del Capo di Stato alla lettera, praticando footing per le strade delle città transalpine, senza limitazioni di tempo e spazio. Unica certezza: portare con sé l'autocertificazione, motivando l'uscita di casa con "pratica dell'attività fisica".

Le regole, però, sembrano aperte a interpretazione. Chiedendo a un ufficiale di polizia lionese questo mercoledì, la sua risposta è stata: "Sì, si può correre nei pressi del domicilio, anche a qualche chilometro di distanza, pur di non farne 20 o di recarsi fuori città in auto, per poi praticare sport in campagna".

Il Ministero dello sport nelle scorse ore ha precisato quanto segue:

Nel tweet si legge: "[...] La distanza di 1km/2km (dal proprio domicilio, ndr.) vale in campagna. In città, è meno. E l'uscita dev'essere corta. Né più né meno che andare a fare la spesa". In parole povere, secondo quanto specificato dal Ministero, si può correre o passeggiare, restando nel raggio di poche centinaia di metri dalla propria casa e per un periodo limitato di tempo.

Come potete vedere qui sotto, però, non tutti i francesi hanno preso alla lettera queste restrizioni, nel caso specifico a Lione (i primi due riquadri da sx) e Parigi (gli ultimi due da sx):

Strava
Lione e Parigi, FranciaStrava

I parchi delle grandi città francesi sono chiusi sin da martedì a mezzogiorno. E ora, comunica il comune della capitale, anche il lungo Senna. A Lione il prefetto aveva anticipato la mossa mercoledì sera, chiudendo il lungo Rodano, a causa delle troppe persone che si ammassavano a godersi il sole, che lo percorrevano correndo o in bicicletta, o che addirittura si facevano un pic nic sull'erba.

Un stretta, per chi pratica attività sportiva all'aperto, contravvenendo alle regole durante questo periodo di confinamento, potrebbe però arrivare nei prossimi giorni Oltralpe, dove se fermati dalla polizia per strada senza autocertificazione o un valido motivo si rischia una multa di 135 euro.

Le app per il tracciamento GPS, soluzione contro i furbetti?

Potrebbero essere quindi le applicazioni sportive la soluzione per rintracciare chi non rispetta le regole? Questo tipo di app avevano già fatto parlare di sé nel 2018, quando dei militari facendo jogging e utilizzando Strava, avevano dato modo di svelare località delle basi italiane all'estero e dei soldati (con tanto di nomi e cognomi e le strutture dove sono di stanza).

In merito all'utilizzo di Strava e simili per poter tracciare i "furbetti" del footing, abbiamo contattato il Comando della Legione Carabinieri Lombardia, il quale ci ha detto che i controlli sulle strade proseguono, ma si concentrano in particolare su chi si muove in auto o in moto. "Dato che per ora le attività all'aperto non sono state vietate, possiamo fare ben poco", ci hanno detto. "Al momento non usiamo applicazioni come Strava, perché non ci sono disposizioni (del governo, ndr.) in merito alla pratica sportiva, ma se la situazione dovesse cambiare, valuteremo l'opportunità di verificare queste applicazioni".