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Dalle scampagnate britanniche alle delazioni tedesche: la primavera ai tempi del Coronavirus

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Dalle scampagnate britanniche alle delazioni tedesche: la primavera ai tempi del Coronavirus
Diritti d'autore  Matt Dunham/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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"Primavera non bussa, lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura" cantava il poeta. E il richiamo della bella stagione, in effetti, per molti europei pare irresistibile. Tanto da battere, in parecchi casi, perfino la paura del contagio nel mezzo di una conclamata pandemia.

Quattro passi al parco

Succede così che a Londra la polizia si trovi a chiudere al pubblico il Brockwell Park, uno dei più grandi giardini pubblici della capitale, dove sabato si sono accalcate oltre 3mila persone che non hanno resistito alla voglia di passare un pomeriggio in relax sotto il cielo terso della giornata più calda dall'inizio del 2020.

In un comunicato ufficiale - diffuso proprio mentre il ministro per la Salute Michael Gove annunciava un record di decessi per il Regno Unito, 700 in 24 ore - il Lambeth Council, che sovrintende al parco ha definito "inaccettabile" il comportamento dei londinesi.

In molti in realtà hanno contestato la decisione della polizia, sottolineando come, anche a fronte di 3mila visitatori, possa essere azzardato parlare di "assembramento" all'interno di un parco che si estende per oltre 50 ettari.

Sia come sia, non si tratta comunque di un episodio isolato. A Bromley, la polizia ha riferito di aver disperso oltre cento persone che "socializzavano in gruppo", mentre a Camden un altro centinaio sono state sgomberate da Primrose Hill dopo essere state trovate "con picnic completi, o coperte per prendere il sole in procinto di raggiungere gli amici".

In serata inoltre la polizia di Newham ha riferito di essere stata chiamata a sgomberare decine di persone ad una festa privata.

Proprio in vista di un weekend che si annunciava particolarmente "invitante", il premier Boris Johnson - che in un videomessaggio diffuso di recente era apparso molto provato per via di un'infezione da Covid - aveva esortato i britannici a evitare la "tentazione" del sole primaverile durante il fine settimana.

Prevenzione d'aprile

A giocare d'anticipo è stato invece il governo francese, che per questo weekend ha disposto posti di blocco e controlli a tappeto sulla autostrade e nelle zone di villeggiatura generalmente piu frequentate: il timore è che, in concomitanza con le tradizionali vacanze di Pasqua, il bel tempo si riveli irresistibile in Francia, dove oltre 7mila persone sono già morte e i posti in terapia intensia sono prossimi alla totale saturrazione.

Per troncare il problema alla radice, alberghi e strutture turistiche sono stati interdetti al pubblico fino al 15 aprile sull'intera costa oceanica, dalla Charente-Maritime ai Pirenei Atlantici. Le stesse misure sono state adottate dalle prefetture in Corsica, Bouches-du-Rhône, Vaucluse, Var e Alpes-de-Haute-Provence.

"Come ai tempi della Stasi"

Un problema inverso sembra averlo, invece la germania, dove la polizia starebbe ricevendo così tante delazioni riguardo a passeggiatori nei parchi o famiglie in gita nelle case di villeggiatura da trovarsi costretta a correre ai riparii: "state esagerando", ha dichiarato alla stampa locale un funzionario di polizia nello stato del Magdeburgo.

"Non è possibile fare una segnalazione ogni volta che si vede qualcuno seduto su una panchina" ha sottolineato, esasperato.

"Questa smania di denunciare il prossimo sta avvelenando la convivenza civile", ha detto a Reuters Rafael Behr, professore di criminologia e sociologia all'Accademia di polizia di Amburgo,

"Ad acune persone manca il coraggio civile di confrontarsi con gli altri, preferendo le soffiate anonime alla polizia", ha aggiunto. Secondo Behr, tra i residenti dello stato orientale del Meclemburgo-Pomerania si starebbe diffondendo l'abitudine a denunciare i berlinesi che vi si recano in villeggiatura, fotografandone le targhe.

"Sembra di essere tornati ai sistemi in voga sotto la Stasi", ha osservato il sociologo, riferendosi alla temibile agenzia di spionaggio della Germania comunista che, proprio in questa parte del paese, operava fino a 30 anni fa