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"Ci saranno cinesi in hotel?" Turismo, nelle isole greche si teme il 100% di cancellazioni

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"Ci saranno cinesi in hotel?" Turismo, nelle isole greche si teme il 100% di cancellazioni
Diritti d'autore  AP
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I timori legati alla diffusione del Covid-19 stanno causando grande incertezza nel settore del turismo. Cancellazioni e rinunce, dopo i paesi dell'estremo Oriente cominciano a colpire anche i paesi europei.

A Santorini, una delle isole greche meta preferita da molti cinesi, si registra una sorta di effetto domino.

Come indica Antonis Iliopoulos, presidente degli albergatori di Santorini, "le cancellazioni hanno raggiunto il 60-70% a febbraio e marzo. Ma temiamo cancellazioni del 100% per il prossimo mese di aprile, poiché i consolati hanno smesso di rilasciare visti di viaggio. Abbiamo clienti da tutto il mondo, che stavano programmando di venire in vacanza a Santorini. Ora chiamano gli hotel per chiedono se ci saranno cinesi nell'hotel, dicendosi pronti a non venire in tal caso"

Dei 3.000 cinesi previsti in questo periodo dell'anno, non sono nemmeno 1.000 quelli arrivati sull'isola. Le compagnie aeree hanno tagliato le rotte per Santorini, causando problemi agli isolani e agli uomini d'affari.

Gli agenti locali stimano che una perdita del 10% delle entrate turistiche complessive per il 2020, con un effetto a catena sull'intera economia locale: commercio, trasporti, servizi.

Nonostante il monito delle autorità che ogni giorno invitano a non generalizzare, sono in tanti coloro che associano il timore del contagio ai contatti con persone di nazionalità cinese. Una reazione irrazionale che a volte assume i toni dell'invettiva razzista.

Mentre veniva intervistato, nel video si vede un turista coreano che si sente dire da un passante di dovrebbe "indossare una mascherina". "Ce l'ho in borsa ma non la indosso", ha replicato lui.

Secon un altro visitatore di Pechino, da due giorni ad Atene, non c'è traccia di atteggiamenti discriminatori. "Le persone di questa città sono gentili. Il tassista, i camerieri e tutti gli altri sono gentili con noi..."

In questo clima incerto, le associazioni degli albergatori greci chiedono al governo un intervento a sostegno del settore, per attenuare le perdite, e anche in Italia, altra meta scelta da molti cinesi, gli operatori alberghieri lanciano l'allarme per una crisi che si avverte come imminente.

L'associazione nazionale alberghiera italiana ha avvertito che le cancellazioni potrebbero destabilizzare la già debole economia del Paese. Il presidente degli albergatori di Venezia ha avvertito che una crisi prolungata potrebbe costare fino a 4,5 miliardi di euro.