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"1917": vento in poppa per gli Oscar

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"1917": vento in poppa per gli Oscar
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Si rinforza ai Bafta il vento in poppa a "1917", nella sua rotta per le statuette che contano. In bacheca già due Golden Globes, il kolossal di Sam Mendes capitalizza 7 delle sue 10 nominations, imponendosi come titolo più premiato dagli Oscar britannici. A una settimana appena dalla cerimonia a Los Angeles, a far volare i titoli del dramma sulla Prima guerra mondiale, è soprattutto il successo in categorie "pesanti", come quelle del miglior film e della miglior regia.

Il premio a "Parasite" e l'invettiva del "Joker" Phoenix contro il razzismo nel cinema

Sempre più spianata anche la strada per il sud-coreano "Parasite", che si impone nella stessa categoria del miglior film in lingua straniera in cui è in corsa per gli Oscar. Tre premi appena su 11 nominations, poi, per il tormentatissimo "Joker", che vale a Joaquin Phoenix premio e lasciapassare per la statuetta al miglior attore. In una serata dal palmares eccezionalmente "bianco" le sue parole sono però tutte per la lotta al razzismo nell'industria del cinema: "Messaggio agli attori di colore è che non sono i benvenuti - dice -. Un sistema di oppressione che tutti dobbiamo contribuire a smantellare e di cui anche io mi sento purtroppo complice".

Photo by Joel C Ryan/Invision/AP

Grandi a mani vuote: delusione Tarantino e flop Scorsese

E se sul fronte femminile il premio per la migliore interpretazione va a Renée Zellweger per il biografico "Judy" sulla Garland la presenza afroamericana sollecitata da Joaquin Phoenix si ritaglia un posto al sole nella categoria delle migliore promesse con Michael Ward: giovanissimo (e sul palco emozionatissimo) interprete di "Blue", che sul grande schermo incarna il protagonista dell'omonima serie al successo su YouTube. Soddisfazione, la sua, a cui fa da contraltare il flop di Quentin Tarantino: partito da dieci nominations con il suo "Once Upon a Time in Hollywood" e tornato a casa con il solo premio a Brad Pitt come attore non protagonista. Peggio, fra i grandi, è andata solo a Martin Scorsese, snobbato dal palmares per il suo "Irishman" targato Netflix.

Photo by Vianney Le Caer/Invision/APVianney Le Caer