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Coronavirus: rientrano in Europa i primi espatriati

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Coronavirus: rientrano in Europa i primi espatriati
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Associated Press - Gregorio Borgia
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Iniziano a sbarcare gli espatriati europei di ritorno dalla Cina. Qui siamo a Parigi dove alcuni francesi sono rientrati da zone vicine alla regione dov'è scoppiata l'epidemia del coronavirus. Mascherine sul viso e un po' di timore perché di questa malattia si sa ancora abbastanza poco.

Così una signora: "Prima di atterrare hanno spruzzato disinfettante in cabina e poi abbiamo incontrato gente della croce rossa che ci ha dato un depliant informativo".

La Cina sta prendendo sul serio la malattia che ha già fatto decine di morti. Isolate quasi 50 milioni di persone e alcune città come Wuhan qui nelle immagini, località che ha dieci milioni di abitanti, sono tagliate fuori dal mondo esterno.

Ground Zero

Finora i casi confermati sono circa 2000, ma si teme che la situazione possa essere peggiore nelle campagne.

Così la ministra della salute francese. "Delle equipe mediche sono assegnate a controllare chi viene rimpatriato. Chiunque rientri da determinate località verrà messo in una quaranntena di due settimane".

Non tutti però a Wuhan vogliono essere rimpatriati. Dice Jonathan: "Non vogliamo abbandonare Wuhan per ora. La nostra vita è qui. L'unica opzione che ci hanno offerto non è interessante per noi. Ci hanno proposto di andare in un'altra città e restare confinati in un albergo per due settimane. Non ha senso".

Al di fuori della Cina invece, sono sttate registrate alcune persone infette in altri paesi asiatici: Giappone, Taiwan, Nepal, Thailandia, Vietnam, Singapore, Australia, ma anche negli States e in Francia dove i casi registrat finora sono tre.

Pechino è in pieno sforzo per ccercare di creare quanto prima un vaccino. E l'epidemia non poteva esplodere in un periodo peggiore, uno dei periodi che coincidono con le festività cinesi per il nuovo anno. Il governo ha annunciato che prolungherà di 3 giorni le vacanze di febbraio in uno sforzo ulteriore per fermare o ritardare la propagazione del virus.,

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