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Coronavirus, ormai è rischio "elevato"

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Coronavirus, ormai è rischio "elevato"
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AP Photo/Mark Schiefelbein - Mark Schiefelbein
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L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che il rischio globale del coronavirus cinese è "elevato" e non più moderato come detto inizialmente. La Cina lavora febbrilmente per trovare un vaccino e questo grazie ai suoi laboratori P4, cioè quelli a massima sicurezza, dove operare su un agente patogeno come il coronavirus 2019 n-CoV è agevole.

La differenza fra questo virus e gli altri della famiglia dei coronavirus

"Stiamo monitorando da vicino le cose, ma a causa della differenza tra coronavirus e altri virus, finora non abbiamo visto una chiara mutazione di questo virus, che provenga da campioni ambientali o dai pazienti - spiega il direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie - Sulla base dei recenti studi il virus non sarebbe diventato com'è adesso, senza alcuna mutazione": ha dichiarato Gao Fu, direttore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Ecco le foto del 2019 n-CoV

Ecco le foto del CORONAVIRUS cinese (nel video). I coronavirus sono una grande famiglia di virus che in condizionali normali vivono perfettamente adattati all'interno del corpo degli animali selvatici. Il professor Arnaud Fontanet dell'Istituto Pasteur spiega le difficoltà di lavorare su questo virus: "Prendiamo questo nuovo campione e proviamo a far crescere il virus. Per fare questo, lo metteremo su cellule adatte alla coltura del virus, è un lavoro noioso perché è un virus che non cresce bene, proveremo a metterlo nelle migliori condizioni in modo da poter avere in pochi giorni una coltura praticabile del virus ".

Un non facile vaccino

Una volta scoperte le dinamiche del virus si può creare il vaccino ma dopo un iniziale entusiasmo non sembra che sintetizzarlo sia un'operazione così rapida. La battaglia contro il coronavirus coinvolge scienziati di tutto il mondo.

Un virus subdolo

Il virus 2019 n-CoV può essere trasmesso anche da persone che, pur avendo già l'infezione, non mostrano di avere sintomi. Un comportamento simile a quello di altri virus, che nel caso del nuovo coronavirus in circolazione in Cina è emerso dalla ricostruzione della prima storia di contagio all'interno di un piccolo gruppo familiare riportata sulla rivista The Lancet. Dall'articolo emerge che un bambino di dieci anni aveva il virus ed era stato quindi in grado di trasmetterlo pur non avendo i sintomi caratteristici dell'infezione.

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