Caos Iraq: le dimissioni del premier non calmano le piazze

Caos Iraq: le dimissioni del premier non calmano le piazze
Di euronews
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Non bastano più le dimissioni di Adel Abdul Mahdi, reclamate dalla più alta autorità religiosa sciita irachena. Il paese è nel caos e le manifestazioni di piazza potrebbero continuare. Più di 400 i morti nelle menifestazioni da due mesi a questa parte

PUBBLICITÀ

Con la seduta governativa di domenica a Baghdad prendono effetto le dimissioni del primo ministro iracheno Adel Abdul Mahdi; tuttavia nelle zone in cui la rivolta è diventata permanente non si avvertono segnali di momentanea sedazione.

Ancora un morto tra i manifestanti

La folla di manifestanti vestiti di nero, studenti inclusi, ha marciato ancora nelle strade di Baghdad mentre il parlamento iracheno avviava l'iter per la rimozione di Abdul Mahdi a fronte di ormai troppe settimane di violente manifestazioni antigovernative avvitate in una spirale di morti che sembrano quelli di una rivoluzione. Ancora, questa domenica, un dimostrante è stato ucciso dalle forze di polizia nella capitale. Sono circa 400 i manifestanti morti in due mesi di proteste popolari in tutto il paese.

Una nazione nel caos

`È probabile che nonostante le dimissioni del premier non cessino le dimostrazioni come ventilato da diverse fonti. Del resto la decisione di Adel Abdul Mahdi di dimettersi è arrivata dopo la pressante richiesta del più alto religioso sciita iracheno affinché il parlamento ritirasse il sostegno al governo in carica per tentare di far cessare la rivolta. I nodi della situazione sono molti e sono troppi anni che gli iracheni vivono nella più totale destabilizzazione e in una precarietà che uccide.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Iraq: sanzioni Usa contro la repressione

Medio Oriente: gli Stati Uniti attaccano milizie filo-iraniane in Iraq e Siria

Iraq: al via i colloqui per la fine dell'operazione militare contro l'Isis