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Bolivia: scontri e devastazioni in almeno nove città dopo le elezioni

Bolivia: scontri e devastazioni in almeno nove città dopo le elezioni
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Di Luca Santocchia
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A scatenare le proteste dei manifestanti antigovernativi le modalità con cui il Tribunale elettorale ha annunciato la vittoria del presidente Evo Morales, che riuscirebbe anche questa volta ad evitare il ballottaggio

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In Bolivia ci sono stati scontri e devastazioni in almeno nove città dopo le elezioni presidenziali di domenica. A scatenare le proteste è stato l'annuncio del Tribunale elettorale, che al termine del conteggio preliminare ha dichiarato che il presidente Evo Morales avrebbe vinto al primo turno - senza bisogno del ballottaggio, contrariamente a quanto indicato dai primi dati - perché avrebbe avuto più di 10 punti di vantaggio su Carlos Mesa, suo principale sfidante.

Nella capitale La Paz la polizia ha dovuto usare i gas lacrimogeni per arginare gli scontri tra i sostenitori di Morales e quelli di Mesa. A Sucre e Tarija i manifestanti hanno incendiato gli uffici elettorali. Lo stesso è successo nella sede del Tribunale elettorale dipartimentale di Potosì, dove due persone si sono lanciate dal secondo piano per scampare alla fiamme.

Mesa, esponente del partito di sinistra Comunidad Ciudadana, ha parlato apertamente di brogli elettorali. "Con questa manipolazione stanno cercando di evitare il ballottaggio", ha detto Mesa. "Mi preme annunciare che, in quanto sfidante di Morales, ho già chiesto la mobilitazione della comunità cittadina, dei comitati civici, dei partiti politici e del Comitato di difesa della democrazia. Gli ho chiesto di presidiare i tribunali elettorali di tutti i dipartimenti e la Corte Suprema Elettorale".

La preoccupazione degli osservatori

Gli osservatori dell'Organizzazione degli Stati americani che hanno monitorato le elezioni hanno espresso preoccupazione e sorpresa per le modalità anomale con cui il Tribunale elettorale ha comunicato i risultati preliminari (non vincolanti, in attesa di quelli ufficiali).

Domenica sera infatti il sito del Tribunale aveva bloccato momentaneamente l'aggiornamento dei risultati quando lo spoglio era arrivato all'84%. In quel momento Morales era al 45,3% e Mesa al 38,2%. Un vantaggio rassicurante ma non sufficiente ad evitare il ballottaggio: la legge boliviana infatti prevede che, per evitare il secondo turno, uno dei candidati superi il 50% o abbia almeno 10 punti più del candidato più vicino.

Quando più tardi il Tribunale ha ripreso ad aggiornare i risultati preliminari il vantaggio di Morales era aumentato: con il 95,22% dei voti scrutinati, il presidente in carica era dato al 46,86% e Mesa al 36,73%, un risultato gli avrebbe assicurato la vittoria al primo turno per la quarta volta consecutiva.

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