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Economia mondiale in frenata

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Reuters
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La salute dell'economia mondiale peggiora a livelli mai visti dall'ultima crisi finanziaria.

La crescita è prevista al 3% per il 2019, il livello più basso dal 2008-2009 e raggiungerà il 3,4% nel 2020, anche qui la revisione è al ribasso dello 0,2%.

Gli esperti del Fondo monetario internazionale lo hanno battezzato rallentamento sincronizzato.

"Il rischio principale per le prospettive di crescita è l'acuirsi delle tensioni commerciali e delle tensioni geopolitiche - dice Gita Gopinath, capo economista del Fmi - Questo potrebbe far deragliare la già fragile ripresa che prevediamo".

Il commercio globale viene descritto in "un profondo deterioramento" con l'industria dell'auto che fa fatica. Il volume degli scambi è cresciuto di appena l'1%, il ritmo più lento dal 2012.

La guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina ridurrà il pil mondiale dello 0,8% nel 2020. secondo l'Fmi la politica monetaria ha aiutato a sostenere la crescita, ma è importante che i rischi finanziari non si accumulino.

"Quindi, per far ripartire la crescita, i politici dovrebbero allentare le barriere commerciali e ridurre le tensioni geopolitiche", conclude Gita Gopinath.

Le economia più avanzate soffrono la bassa crescita della produttività e l'invecchiamento demografico con l'Italia fanalino di coda di Eurolandia e del G7. Con una crescita zero nel 2019, il Belpaese è quello che registra la performance peggiore.

Per le donne pi``u lavoro non retribuito, pesa su crescita

Le donne sono coloro che si fanno maggiormente carico del lavoro non retribuito a scapito di una normale occupazione. E questo può risultare in una crescita economica più bassa.

A richiamare l'attenzione sul lavoro non pagato - come la cura di bambini e anziani - svolto prevalentemente dalle donne è il Fmi. "Quando le donne non sfruttano pienamente il loro potenziale di produttività restando ai margini della forza lavoro per svolgere occupazioni casalinghe a bassa produttività, la crescita economica può essere più bassa", afferma il Fondo in uno studio dedicato al lavoro non retribuito, che le donne svolgono in media due ore al giorno in più degli uomini.

Anche le donne che lavorano spesso scelgono posizioni inferiori a quelle che potrebbero svolgere per bilanciare al meglio da un lato la vita lavorativa e dell'altro la cura di bambini, anziani e della famiglia. "Gli uomini hanno aumentato la loro quota di lavoro non retribuito, ma le donne a livello mondiale ancora spendono fra il 20 e il 1.000% in più di tempo a svolgerlo. Nelle economie avanzate si e' assistito di recente a un calo divario fra uomini e donne nel lavoro non pagato".

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