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Kosovo al voto: premiate le forze di opposizione

Kosovo al voto: premiate le forze di opposizione
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REUTERS/Florion Goga
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In Kosovo, dove ieri si è votato per le parlamentari anticipate, dopo lo spoglio di quasi tutte le schede elettorali, il movimento 'Autodeterminazione' (Vetevendosje, VV) è in testa con il 25,70% delle preferenze. Come ha riferito la commissione elettorale a Pristina, segue a breve distanza la Lega democratica del Kosovo (Ldk), il più antico partito politico locale, di stampo conservatore e con posizioni vicine al nazionalismo albanese, con il 25,07% - una differenza di 4.775 voti. Si tratta di due forze politiche schierate entrambe all'opposizione.

Terzo il Partito democratico del Kosovo (Pdk), la formazione politica del Presidente della repubblica, Hashim Thaçi, al quale è andato il 21,15% dei voti. Tali risultati, è stato precisato, non comprendono i voti inviati per posta e quelli della diaspora. I rispettivi candidati premier sono Albin Kurti per 'Autodeterminazione', movimento della sinistra nazionalista, Vjosa Osmani per l'Ldk, partito moderato di centrodestra, e Kadri Veselj per il Pdk.

Gli osservatori ritengono che un nuovo governo potrà essere formato con una coalizione fra le due forze di opposizione che si sono affermate nel voto di ieri.

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I due partiti hanno visto sfumare un'alleanza pre-elettorale per divergenze su chi avesse dovuto scegliere il nuovo premier. L'intesa potrebbe però essere posticipata a dopo il voto.

I due partiti della coalizione di governo uscente, Alleanza per il futuro del Kosovo (Aak) e il PdK si contendono la terza piazza. A seguire Alleanza per il nuovo Kosovo (Akr) e Iniziativa civica per il Kosovo (Nisma), partner di minoranza nel governo uscente, insieme grazie a un'intesa pre-elettorale. Due forze che pur non potendo ambire alla vittoria, potrebbero essere chiamate in causa per la formazione di una maggioranza.

Temi chiave della campagna elettorale - più che lo scontro diplomatico con la Serbia - sono state la lotta alla corruzione e le misure concrete per migliorare il tenore di vita dei kosovari. Il piccolo stato balcanico ha proclamato l'indipendenza unilaterale da Belgrado nel 2008 ed è stato riconosciuto da oltre cento stati.

"Fa male quando vedo giovani istruiti del Kosovo venire in Germania perché non vedono un futuro migliore qui", ha detto alla Reuters Skender Nekaj, 44 anni, tornato dalla Germania nel proprio paese natale per votare insieme ad altri sette membri della famiglia.

Il settore pubblico è il principale datore di lavoro del paese ma contatti politici e talvolta elargizioni di denaro sono necessari per avere più possibilità di trovare un impiego. L'Unione Europea indica come la corruzinone sia "diffusa" mentre Transparency International classifica il Kosovo come paese "molto corrotto".

"Se hai soldi, qui, puoi comprarti la giustizia, ma anche la salute perché puoi andare in una clinica privata. Io non ho soldi. Il mio voto è l'unica cosa che mi rimane", afferma all'agenzia Reuters Qendrim Agushi, 32 anni, operaio edile che guadagna 13 euro al giorno.

Si è andati alle urne dopo le dimissioni del primo ministro Ramush Haradinaj a luglio e il conseguente scioglimento delle Camere. Haradinaj è leader del partito conservatore Alleanza per il futuro del Kosovo (Aak). Ex comandante della guerriglia kosovara nel conflitto del 1998-99 contro le forze serbe, 51 anni, si è dimesso perché indagato da un tribunale internazionale per sospetti crimini di guerra. In passato, era già stato processato e assolto tra numerose polemiche.

La data chiave ora è quella dell'elezione del presidente del Parlamento: solo allora si potrà capire quale maggioranza governerà il paese.