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Francia, smantellata rete di trafficanti di esseri umani tra le vigne del Beaujolais

Francia, smantellata rete di trafficanti di esseri umani tra le vigne del Beaujolais
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Fonte: Europol
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Quattro uomini, tre bulgari e un francese, sono sotto sorveglianza giudiziaria a Lione accusati di fare parte di una rete di trafficanti di esseri umani che gestiva un centinaio di vendemmiatori bulgari impegnati in alcuni tra i vigneti più rinomati di Francia.

Sono stati arrestati nella regione del Beaujolais, a nord di Lione, nel corso di un'operazione lanciata martedì scorso dai gendarmi dell'Ufficio centrale per la lotta contro il lavoro illegale (OCLTI), con il sostegno del Gruppo di ricerca interministeriale (GIR) di Lione e del personale della gendarmeria dell'Auvergne-Rhône-Alpes e della Bourgogne-Franche-Comté.

In maniera parallela e simultanea, sono state condotte delle perquisizioni e degli interrogatori in Bulgaria, alla presenza di investigatori francesi "inviati sulla scena".

I quattro arrestati, di età compresa tra i "30 e i 60 anni", erano già noti ai tribunali per "fatti minori". Sono indagati per appartenenza a banda organizzata illegale, tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento e associazione criminale, riporta l'agenzia AFP citando fonti vicine agli inquirenti.

A capo di una società di lavoro interinale, con sede nella regione Rodano-Alpi, i quattro uomini assumevano ogni anno lavoratori stagionali bulgari per il raccolto "nel Beaujolais e nel Mâconnais".

Secondo l'ufficio del pubblico ministero di Sofia, sono 167 le presunte vittime di questo traffico di esseri umani. Lavorando per "quattro aziende vinicole francesi della regione", i vendemmiatori clandestini dormivano in tende e alloggi di fortuna. "Poveri e analfabeti, hanno firmato contratti in francese che non capivano, con la promessa di essere pagati 60 euro al giorno più vitto e alloggio (.....) Gli organizzatori della rete trattenevano però la maggior parte dei loro stipendi che investivano in beni immobili e commercio". I soldi lasciati loro, alla fine, erano appena sufficienti per il ritorno in Bulgaria.

La doppia inchiesta è stata aperta prima in Francia nello scorso febbraio, per mano della Giurisdizione specializzata interregionale (JIRS) di Lione; quindi a giugno in Bulgaria, grazie all'Unità europea di cooperazione giudiziaria Eurojust.

Europol ha assistito le autorità bulgare e francesi per facilitare la cooperazione tra forze dell'ordine, puntualizza OCLTI. Nell'operazione sono stati mobilitati "più di 80 investigatori di servizi diversi".