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Open Arms, Conte a Salvini: "Ennesimo caso di sleale collaborazione"

Open Arms, Conte a Salvini: "Ennesimo caso di sleale collaborazione"
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Su Open Arms da parte del ministro Matteo Salvini c'è stato "un chiaro esempio di sleale collaborazione, l'ennesima a dire il vero, che non posso accettare". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una 'lettera aperta' indirizzata a Matteo Salvini il giorno di Ferragosto. E' l'ultima novità di una vicenda che vede ormai Matteo Salvini da solo contro tutti. Contro il Tar del Lazio che ha sospeso il provvedimento di divieto di ingresso delle acque italiane. Contro i ministri Trenta e Toninelli che si sono rifiutati di firmare il nuovo provvedimento. "Siamo ormai agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo - continua Conte - Abbiamo lavorato fianco a fianco per molti mesi e ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità del ruolo che ricopriamo e la sensibilità per le istituzioni che rappresentiamo. La tua foga politica e l'ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare slabbrature istituzionali, che a tratti sono diventati veri e propri strappi istituzionali". "Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti - scrive Conte - Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano".

Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo, ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina...

Publiée par Giuseppe Conte sur Jeudi 15 août 2019

La replica di Salvini da Castel Volturno

"Sì, ho una vera ossessione per la tutela dei confini e la sicurezza dei cittadini" replica il ministro Salvini dalla conferenza stampa di Castel Volturno al termine del comitato per la sicurezza. "Sull'immigrazione il caso rispetto all'anno scorso è dell'80 percento, evidentemente la mia ossessione è servita". "E' già partita dal Viminale una lettera in punta di diritto per rispondere a Conte. Riassumo: una nave straniera in acque internazionali non si capisce che attinenza abbia con l'Italia" dice Salvini in conferenza stampa.

L'Open Arms davanti a Lampedusa

Intanto la Open Arms con a bordo 147 migranti soccorsi in mare, da 13 giorni sul ponte della nave, è arrivata e vede le coste di Lampedusa. Dopo la sospensione del divieto d'ingresso nelle acque territoriali italiane da parte del Tar del Lazio, l'imbarcazione spagnola - che si era trattenuta in acque Sar libiche e maltesi - ha navigato alla velocità di tre nodi, scortata da due navi della Marina Militare, verso l'isola siciliana.

"Alla luce della documentazione prodotta (medical report e relazione psicologica) e della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza", si legge nelle motivazioni del tribunale amministrativo, si giustifica l'ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane per prestare l'immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli.

"È una vittoria per lo Stato di diritto - commenta Riccardo Gatti della Pro Activa Open Arms - il verdetto del tribunale afferma molto chiaramente che le decisioni assunte da Salvini, e firmate dagli altri due ministri, sono state un abuso di potere e si basano anche su una falsa dichiarazione, cioè su una rappresentazione falsata della realtà".

Il braccio di ferro con i ministri 5 stelle

Il braccio di ferro mette di fronte anche i due dicasteri di Interno e Difesa per l'ennesimo strappo in seno al governo gialloverde. Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, non ha infatti firmato il decreto di divieto all'ingresso per la Open Arms, riproposto dal collega dell'Interno Matteo Salvini dopo il pronunciamento del TAR. Dopo aver preso contatti con il Tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei 32 minorenni a bordo, Trenta ha dato mandato al Capo di Stato Maggiore Vecciarelli di far avvicinare le due navi della Marina in modo da essere pronte a un eventuale trasferimento.

Non firmo il decreto, ha detto il ministro della Difesa, perché "la politica non può mai perdere l'umanità e in considerazione di nuove e cogenti motivazioni di ordine e sicurezza pubblica".

"Umanità non significa aiutare i trafficanti di uomini" è stato invece il commento di Salvini, che conferma la decisione di ricorrere al Consiglio di Stato contro il via libera del Tribunale amministrativo.

🔴Il Ministro della DIFESA non ha firmato il divieto di sbarco. Umanità non significa aiutare trafficanti e Ong. È grazie...

Publiée par Matteo Salvini sur Jeudi 15 août 2019

Un braccio di ferro che potrebbe riguardare anche la Ocean Viking, operativa per le Ong Msf e Sos Mediterranée, attualmente in mare dopo il no allo sbarco nel porto di Tripoli, considerato non sicuro: a bordo 356 persone tra cui 103 minori.