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Caso Orlandi, torna a parlare Ali Agca:" È viva ma non c'entra il Vaticano" (stavolta)

Caso Orlandi, torna a parlare Ali Agca:" È viva ma non c'entra il Vaticano" (stavolta)
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"Emanuela Orlandi è viva e sta bene". Rispunta l'ex attentatore di Papa Giovanni Paolo II, Ali Agca, nel caso, e con queste parole riaccende il giallo dell'estate in verità mai spento. Il tentativo di attentato si verificò il 13 maggio del 1981, due anni prima del sequestro.

Emanuela Orlandi, che oggi avrebbe cinquantuno anni, scompare verso le 19 del 22 giugno 1983, dopo essere uscita da una scuola di musica. La ragazza è la figlia quindicenne di un messo della prefettura della Casa pontificia ed è cittadina del Vaticano. A maggio dello stesso anno era già scomparsa un'altra ragazza romana, Mirella Gregori, coetanea di Emanuela, e i due casi vengono quasi subito collegati ma trattati separatamente in sede investigativa e mai risolti.

L'ex lupo grigio, che aveva parlato dei due casi come della "stessa cosa", torna sulla scomparsa di Emanuela in questi termini: "Fu vittima di un intrigo internazionale per motivi religiosi-politici e il Vaticano non c'entra". Nel caso Orlandi le affermazioni di Ali Agca non hanno mai portato a elementi concreti e spesso hanno vestito la forma di depistaggi. E ancora, secondo Agca, che ha fatto recapitare il suo messaggio dalla Turchia tramite il suo legale, sono i servizi segreti americani ad aver avuto una responsabilità diretta.

Nel dicembre del 2013, invece, l'ex attentatore aveva tirato in ballo proprio il Vaticano: "E' assolutamente viva - affermava restando costante in questo - e probabilmente è in qualche convento, forse è diventata suora". Il Vaticano sa tutto, ma nega tutto. Sarà difficile che Emanuela possa riemergere da sola. Questo mistero continuerà per molti anni". Sicuramente l'ultima affermazione è quella che resta, su tutte, la più vera.

Pochi mesi dopo, nel 2014, Ali Agca fu espulso dal suolo italiano e non venne sentito dagli inquirenti nella inchiesta allora aperta e archiviata due anni dopo. La famiglia, seppur prendendo sempre con le pinze le sue dichiarazioni, lo ritiene collegato alla scomparsa della congiunta. E' in ogni caso dal 2010 che Agca ripete il suo mantra: "Emanuela è viva".

Le parole dell’ex terrorista turco, che scagiona il boss della Magliana, Enrico De Pedis, e il prelato Paul Marcinkus, già implicato nel crack ambrosiano (e il cui profilo è stato delineato lo scorso anno nel libro "Il caso Marcinkus" del vaticanista Fabio Marchese Ragona) arrivano a pochi giorni dalla ripresa in Vaticano delle perizie sulle centinaia di frammenti ossei repertati in due ossari nel Campo Santo Teutonico, dove sono state aperte le tombe delle principesse dell'800 nella cui area attigua sono state trovate migliaia di ossa riconducibili a più persone.