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Emanuela Orlandi, tombe vuote e una stanza segreta: il nuovo giallo sul caso

Emanuela Orlandi, tombe vuote e una stanza segreta: il nuovo giallo sul caso
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Un salto nel vuoto, una nuova pista o un depistaggio? Dopo i risultati dell'operazione di ieri 11 luglio intorno alle due tombe situate nel cimitero teutonico a Roma dove, secondo fonti che hanno contattato la famiglia, inclusa la lettera anonima che più vi si riferiva, si sarebbe dovuta trovare Emanuela Orlandi la giovane scomparsa a Roma 36 anni fa, è tutto ancora da chiarire. Sorprendentemente dentro non c'erano neanche i resti delle due principesse, decedute nel diciannovesimo secolo.

Sconcertati i parenti della giovane scomparsa e l'avvocato della famiglia. Il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, ha sottolineato che però per la prima volta c'è una collaborazione concreta da parte del Vaticano che "per la prima volta ammette che forse c'è una responsabilità interna, altrimenti non avrebbero aperto le tombe".

Leggi anche➡️ Il ritrovamento di un documento che coinvolge il Vaticano

L'apertura delle due tombe al cimitero teutonico nella città del Vaticano è solo l'ultima disposizione sul caso Orlandi dopo l'apertura di una inchiesta interna avvenuta lo scorso aprile.

L'ultima indagine archiviata e condotta insieme alla magistratura italiana, invece, è quella relativa al ritrovamento di alcune ossa umane all'interno della sede della Nunziatura Apostolica in Italia.

Una vicenda irrisolta, quella della giovane sparita a Roma il 22 giugno del 1983, i cui segreti si trascinano da sempre e che ha portato all'apertura di una serie di inchieste giudiziarie che non hanno mai individuato responsabili. L'anno scorso la storia tutta si era arricchita anche dell'indagine del giornalista d'inchiesta de L'Espresso, Emiliano Fittipaldi, che aveva individuato (a inchiesta giudiziaria ormai chiusa) l'esistenza di un documento che coinvolgeva lo stesso Vaticano.