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I leader europei al voto. Orban: "cambieremo politiche su immigrazione"

I leader europei al voto. Orban: "cambieremo politiche su immigrazione"
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Il primo a votare, tra i leader europei, è stato stato Viktor Orban: il premier ungherese, simbolo dell'euroscetticismo e del contrasto all'immigrazione, che vorrebbe portare i popolari su posizioni sovraniste e a un'alleanza con Salvini, ha depositato la sua preferenza nelle prime ore del mattino a Budapest. ""Cambieremo l'orizzonte della politica europea sull'immigrazione" ha dichiarato subito dopo.

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Il premier ungherese Orban e sua moglie Aniko Levai all'uscita dal seggioREUTERS/Bernadett Szabo

Nelle stesse ore è andato ai seggi anche il premier belga uscente, il liberale Charles Michel, affiliato all'Alde, partito transnazionale che raggruppa 67 sigle liberali. "E' sempre un po' stressante aspettare i risultati elettorali" ha dichiarato. Vedremo nel pomeriggio quali segnali stanno inviando gli elettori. Quello che contava di più durante questa campagna è stato il progetto, quindi sarà interessante vedere cosa sceglieranno gli elettori per i prossimi cinque anni".

Al voto anche Pedro Sanchez, il premier della Spagna, dove si vota anche per le amministrative in un gran numero di città. "Oggi è un giorno molto importante per il nostro paese - ha dichiarato all'uscita dal seggio - perché decidiamo il futuro per i prossimi 4 anni di 8mila comuni, 12 regioni, le due città autonome di Ceuta e Melilla, oltre che del continente europeo".

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Il cancelliere austriaco Kurz va al seggio con la compagna Suzanne ThiersREUTERS/Leonhard Foeger

Ai seggi - in attesa dell'imminente voto di fiducia che lunedì decreterà la sua permanenza alla guida dell'esecutivo - è andato anche il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, il cui governo è stato travolto da uno scandalo per corruzione. "In primo luogo - ha dichiarato - voglio dire che spero che l'affluenza alle urne oggi sia alta. Le elezioni per il Parlamento europeo sono una decisione importante per quanto riguarda la direzione che l'Unione europea prenderà.

Ad Atene è andato a votare in mattinata anche Alexis Tsipras: il premier greco, apertamente corteggiato da Frans Timmermans per un ticket con i socialisti europei, resta scettico sull'eventuale alleanza trasversale, "da Macron a Tsipras", come recita lo slogan martellato a tamburo battente dal Pse. «Meglio da Tsipras a Lucano, Castellina e Krajewsk» scriveva su facebook qualche giorno fa Argiris Panagopoulos, dirigente di Syriza e candidato nelle liste italiane diLa Sinistra. «Molti sono gli ipocriti che oggi fanno riferimento a Tsipras, come coloro che hanno applicato l’austerità in Italia, hanno cancellato i diritti dei lavoratori, e hanno cercato di stravolgere una delle costituzioni più democratiche del mondo, hanno attaccato i sindacati e hanno cercato di denigrare i loro dirigenti»