Golpe o lotta democratica? Il mondo si schiera con o contro Guaidó

Golpe o lotta democratica? Il mondo si schiera con o contro Guaidó
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REUTERS/Carlos Garcia Rawlins
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Da tutto il mondo arrivano le prime reazioni internazionali a quello che sta succedendo in Venezuela. "Colpo di stato", come esclama il governo-Maduro o "Movimento di Liberazione", come invoca l'autoproclamato Presidente Juan Guaidó. Questo l'interrogativo che si pongono i leader di tutto il pianeta, seguendo la vicenda col fiato sospeso.

L'Europa

"Oggi 30 aprile, segna un momento storico per il ritorno alla democrazia e alla libertà in Venezuela, che il Parlamento europeo ha sempre appoggiato. la liberazione del premio Sakharov Leopoldo Lopez da parte dei militari all'ordine della Costituzione, è una grande notizia. Avanti col Venezuela libero".
Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani dal suo account Twitter. "Visto che le informazioni sugli sviluppi in Venezuela stanno arrivando in questo momento, seguiamo l'evoluzione sul terreno, e preferiamo non commentare. Ribadiamo però la nostra posizione sulla necessità di trovare una soluzione pacifica e politica alla crisi in Venezuela, attraverso elezioni eque".
Così una portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna incalzato dai giornalisti.

Russia

Vladimir Putin ha discusso della situazione in Venezuela con il Consiglio di sicurezza russo: lo riferisce il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "Grande attenzione - ha detto Peskov - è stata prestata durante l'incontro alla situazione in Venezuela alla luce delle notizie in arrivo di un tentativo di colpo di Stato nel Paese".

Spagna

"Non appoggeremo un colpo di Stato in Venezuela". E' la posizione di Madrid, tra i primi paesi a riconoscere Juan Guaidò come presidente ad interim, che di fronte all'appello del leader dell'opposizione venezuelano ad una rivolta delle forze armate invita ad "evitare uno spargimento di sangue".
"Sosteniamo un processo democratico pacifico" e chiediamo "l'immediata convocazione delle elezioni", ha detto la portavoce di Pedro Sanchez Isabel Celaa.

Colombia

Il presidente colombiano, Ivan Duque, ha esortato i militari venezuelani e il popolo a unirsi a Guaidó "dalla parte giusta della storia", rifiutando la "dittatura e l'usurpazione" di Maduro. Il suo ministro degli esteri, Carlos Holmes Trujillo, ha lanciato un appello ai membri del gruppo di Lima per una riunione di emergenza al fine di "sostenere il ritorno della democrazia". Anche l'Argentina è dalla parte di Guaidó.

Usa

Dagli Stati Uniti, uno dei primi a reagire su Twitter è stato il senatore repubblicano della Florida, Marco Rubio: "Popolo del Venezuela, il vostro destino è ora nelle vostre mani, è arrivato il momento di recuperare patria e libertà".
Il Segretario di Stato Pompeo si è schierato in favore dell'Operazione Libertà, scrivendo: "La democrazia non può essere sconfitta".
Interviene anche il vice Presidente Mike Pence: "Siamo con Guaidò. L'America lo appoggerà fino a quando libertà e democrazia verranno ripristinate".
Nessuna reazione, finora, dal Presidente Trump.

Altri paesi latino-americani

Cuba e Bolivia condannano il "golpe". Il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez ed il suo ministro degli Esteri, Bruno Rodriguez, hanno decisamente condannato il "tentativo golpista" intrapreso dall'autoproclamato presidente ad interim, Juan Guaidò. "Cessino le aggressioni alla pace della Nostra America".
Il presidente della Bolivia Evo Morales ha rivolto un appello ai governi d'America latina a "condannare il colpo di Stato in Venezuela". Morales ha chiesto via Twitter di "impedire che la violenza faccia vittime innocenti. Sarebbe un precedente nefasto far sì che una dinamica golpista si installi nella nostra regione. Il dialogo e la pace debbono imporsi sul golpe".

Tra gli altri paesi dell'America Latina, il presidente dell'Argentina, Mauricio Macri, ha confermato il suo appoggio a Guaido. mentre il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, ha ribadito la sua neutralità.