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I piloti del Boeing precipitato in Etiopia hanno rispettato le procedure

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Reuters
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Hanno seguito tutte le procedure raccomandate dalla Boeing i piloti del volo ET302, schiantatosi il 10 marzo sei minuti dopo il decollo da Addis Abeba. Ma nonostante questo non sono riusciti a controllare l'aereo. E' quanto emerge dal primo rapporto preliminare sul disastro aereo, costato la vita a 157 persone, tra cui 8 italiani.

"Tutto sommato, l'obiettivo principale di questa indagine è quello di assicurarsi che ci sia sicurezza nel settore dell'aviazione - ha dichiarato il ministro dei Trasporti etiope - non è stabilire di chi è la colpa. non c'è nulla da ottenere, faremo tutto in modo molto normale. COme governo siamo impegnati ad ottenere le migliori soluzioni per garantire la sicurezza negli spostamenti aerei delle persone nel mondo".

La scatola nera del volo precipitato in Etiopia viene trasportata negli uffici della società francese BEA a Le Bourget

Alla compagnia aerea, il governo etiope lancia comunque un avvertimento: il sistema di controllo del velivolo deve essere rivisto prima di richiedere l'autorizzazione per tornare a volare. La Boeing assicura di aver aggiornato il software del sistema anti stallo automatico dell'aereo, di difficile gestibilità per i piloti e ritenuto con ogni probabilità responsabile dell'accaduto.

Aspettano di conoscere la verità, oltre alle famiglie delle vittime del disastro in Etiopia, anche quelle dell'incidente che ha coivolto un 737 max della Lion Air, in Indonesia, ad ottobre, nel quale morirono 189 persone.