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Terrorismo: Cesare Battisti ammette i 4 omicidi

Terrorismo: Cesare Battisti ammette i 4 omicidi
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"Tutto quello che è ricostruito nelle sentenze è vero". Cesare Battisti ammette di aver partecipato ai due omicidi di cui è stato esecutore materiale e agli altri due per i quali è stato riconosciuto mandante.

Il terrorista arrestato a gennaio in Bolivia si è dissociato da quella che riteneva una guerra giusta, ha spiegato il procuratore di Milano Francesco Greco che lo ha interrogato in carcere.

Il criminale assoldato in carcere dai Proletari Armati per il Comunismo, è stato già condannato all'ergastolo in contumacia per i quattro delitti: quello del giugno 1978 a Udine quando spara all'agente di polizia penitenziaria, Antonio Santoro.

Quello del 16 febbraio dell'anno successivo che provoca la morte del gioielliere Pierluigi Torreggiani e la paralisi del figlio, Alberto.

In un'altra rapina, il suo gruppo uccide il macellaio Lino Sabbadin. È lo stesso Battisti a uccidere il poliziotto Andrea Campagna.

Arrestato a Milano, il 4 ottobre 1981 evade dal carcere di Frosinone. Arrestato, rilasciato, e ancora in fuga, la sua corsa finisce dopo 37 anni in Bolivia.