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Salari minimi: come funziona in Europa?

Salari minimi: come funziona in Europa?
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La Grecia, libera dai vincoli dell'austerità, ha aumentato i salari minimi da 586 a 650 euro. Una quota che la colloca al di sotto della media dei paesi del nord europa, ma al di sopra di quella dei paesi del sud. ¨Ma cosa accade nel resto d'Europa?

A parlare sono i dati di Eurostat, che prende in esame gli importi mensili delle retribuzioni lorde, comprese tasse e contributi, dei dipendenti pubblici. Proviamo a fare un confronto nonostante le differenze di legislazione e di mercato. In cima alla classifica, il Lussemburgo con quasi 2mila euro lordi al mese. Segue l'Olanda con 1615 euro, e poi l'Irlanda, che anche grazie ai programmi di aiuto europei, arriva a quota 1500 euro.

In Portogallo il salario minimo è di 600 euro. Un gap con i Paesi nordici giustificato dal fatto che in Grecia, Portogallo e Spagna i lavoratori ricevono 14 stipendi all'anno.

Per Christos Gkotsis, Presidente della COmmissione ellenica per la Concorrenza, "negli ultimi anni i paesi del Sud sono stati messi in ginocchio dalla crisi finanziaria, ciononostante Portogallo e Spagna hanno aumentato i loro salari minimi, il che dimostra che questi paesi ora iniziano a camminare allo stesso ritmo del nord'.

I Paesi dell'Europa centrale hanno aumentato le retribuzioni minime, l'Ungheria dell'8% riconoscendo ai lavoratori qualificati 614 euro al mese. La Polonia a settembre ha proposto un aumento del 7% e ha raggiunto quota 525 euro. In Slovacchia si è passati quest'anno da 480 a 520 euro al mese. 518 euro al mese è il livello di salario minimo applicato nella Repubblica Ceca.

In Italia non esiste il salario minimo fissato per legge, come avviene altrove in Europa, ma dei minimi sindacali fissati dai contratti collettivi di lavoro. Difficile dare una visione che prescinda, dunque, dai diversi settori di impiego.