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Indipendenza chiesa ucraina. Cosa c'è in gioco?

Indipendenza chiesa ucraina. Cosa c'è in gioco?
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Νικόλαος Μαγγίνας / Οικουμενικό Πατριαρχείο
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Il tomos che dichiara l'autocefalia della chisa ortodssa ucraina, ovvero l'indipendenza dell'istituzione, è a Kiev. Il documento è arrivato nella capitale in occasione, questo lunedì, del Natale ortodosso. Ma non si tratta solo di un fatto religioso.

Il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, ha concesso l'indipendenza da Mosca, dove governa il patriarca Kirill, alleato di Vladimir Putin. Lo scontro oltre che canonico è apertamente politico. Per il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, la decisione del patriarca di Costantinopoli è una "provocazione organizzata col sostegno di Washington", mentre il presidente ucraino Petro Poroshenko ha definito la decisione come "la fine dell'illusione imperialista" di Mosca e certamente sfrutterà questo gesto nella sua campagna per le Presidenziali di marzo. Sia Poroshenko che il parlamento ucraino, la Rada, lo scorso aprile avevano chiesto a Bartolomeo di concedere il tomos e creare una Chiesa ortodossa indipendente ucraina.

"Conosciamo le vere ragioni di questo scisma", dice il patriarca serbo". Sono politiche. È il desiderio di una parte del mondo di indebolire a Russia prendendo sempre più ascendente sull'Ucraina, avendo un controllo sempre maggiore di questo paese".

Il rischio ora è che si crei una guerra fra i fedeli in Ucraina, dove il patriarcato di Mosca conta una fetta importante di seguaci, senza dimenticare che le nuove divisioni possono provocare violenze, dato che la Chiesa di Mosca gestisce, amministrativamente luoghi sacri di primaria importanza.

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